Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 22Fedlex · Rapporto esplicativo

Parte A: variante relativa al chilometraggio

2 Punti essenziali del progetto

2.1 Normativa proposta

2.1.1 Descrizione della tassa

I detentori di veicoli elettrici saranno chiamati a pagare una tassa per ogni chilometro percorso (tassa sul chilometraggio), a prescindere dal fatto che il veicolo circoli su una strada pubblica, privata o, addirittura, fuori strada. La tariffa per chilometro percorso dipende dal genere di veicolo e dal suo peso totale. Per ragioni di praticabilità sarà riscossa una tassa forfettaria soltanto su motoveicoli e ciclomotori. Sempre per motivi pratici, ai detentori di veicoli esteri si applicheranno disposizioni talora diverse (v. punto 2.1.4).

2.1.2 Panoramica dell’obbligo fiscale

Su quali veicoli sarà riscossa la tassa? (Campo di applicazione materiale)

La tassa sarà riscossa sui veicoli immatricolati per la circolazione stradale a propulsione elettrica e la cui energia motrice viene erogata da una fonte di energia esterna (comunemente detti «veicoli elettrici ricaricabili»). Si tratta quindi di veicoli che utilizzano un’energia motrice non assoggettata al campo di applicazione della LIOm: veicoli elettrici a batteria (BEV14) e veicoli ibridi plug-in (PHEV15), tra i quali rientrano anche i veicoli dotati dei cosiddetti «range extender»16.

Eccezione: i cosiddetti veicoli «non-road» sono esentati dalla tassa

Sono esentati dalla tassa i veicoli del cosiddetto settore «non-road»17 che annovera i generi di veicoli o le macchine e gli apparecchi mobili che non sono destinati prioritariamente al trasporto di persone e merci su strada. Vi rientrano, per esempio, i trattori (agricoli), le macchine semoventi, i carri con motore (agricoli), i monoassi (agricoli) e i veicoli combinati agricoli. Il settore «non-road» conta in totale 283 000 veicoli, pari al 4 per cento circa dell’intero parco veicoli.

L’esenzione è partita dalle seguenti considerazioni:

• Il consumo di carburante per molti veicoli o macchine del settore «non-road» non dipende principal-

mente dai chilometri percorsi, ossia dal chilometraggio, ma soprattutto dalla prestazione lavorativa, di conseguenza il chilometraggio non è una base di calcolo appropriata.

• Il gettito delle imposte sugli oli minerali è in gran parte utilizzato per finanziarie l’infrastruttura stradale

(FOSTRA, FSTS). I veicoli «non-road» circolano poco (soprattutto rispetto ai veicoli adibiti al trasporto di persone e merci) o non circolano affatto sulle strade pubbliche, i detentori beneficiano quindi molto limitatamente dell’infrastruttura stradale. Oggi questi veicoli sono assoggettati alle imposte sugli oli minerali tra l’altro per ragioni storiche, poiché sono alimentati a benzina o diesel, esattamente come i veicoli adibiti al trasporto di persone e merci, e una distinzione a seconda del genere renderebbe l’esecuzione difficile e onerosa. Se ne tiene comunque parzialmente conto restituendo l’imposta per determinati utilizzi dei veicoli che non circolano quasi mai su strade pubbliche (agricoltura, silvicoltura, estrazione di pietra da taglio naturale e veicoli adibiti alla preparazione di piste). Questo sistema è tuttavia oneroso da attuare. Nel settore «non-road» esistono anche veicoli che non beneficiano delle restituzioni, per esempio quelli industriali (ad es. carrelli elevatori e gru).

14 Battery Electric Vehicle (BEV), termine comune nel mondo della mobilità elettrica.

15 Plug-In Hybrid Electric Vehicle (PHEV).

16 Veicoli dotati di una tecnologia che ne aumenta l’autonomia. I «range extender» più comunemente utilizzati sono motori a combustione che azionano un generatore, il quale a sua volta alimenta l’accumulatore e il motore elettrico.

17 La denominazione «non-road» è attinta dalla pubblicazione «Consommation d’énergie et émissions polluantes du secteur non routier» (non disponibile in italiano), Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), 2015. Questo settore serve a delimitare le emissioni di sostanze inquinanti nella circolazione stradale.