Rapporto intermedio
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 90Fedlex · Rapporto sui risultati
Anche USAM vede di buon occhio il Protocollo EU4Health.
Dello stesso avviso sono altri 21 partecipanti. Consiglio dei PF ritiene che la partecipazione della Svizzera all’ambito «preparazione alle crisi» del programma UE per la salute contribuirà positivamente alla prevenzione delle pandemie, alla sanità digitale nonché alla ricerca e allo sviluppo di nuovi medicamenti. pharmasuisse sostiene che la partecipazione al programma rafforza non soltanto la cooperazione in materia di ricerca, ma anche la resilienza del sistema sanitario svizzero. kf afferma che il Protocollo EU4Health è importante per i consumatori e cita in particolare il finanziamento dei progetti volti a rafforzare i sistemi di monitoraggio delle acque reflue. CFIST crede che la partecipazione al programma UE per la salute possa contribuire in maniera decisiva a consolidare e migliorare l’accessibilità del nostro sistema sanitario, così da riuscire a gestire e coordinare meglio le minacce sanitarie a livello internazionale. CFP sostiene la partecipazione attuale e futura al programma.
Altri 3 partecipanti respingono il protocollo EU4Health. In particolare, Zukunft CH sostiene che il programma UE per la salute sia un altro programma europeo volto a regolamentare e imporre misure in nome della tutela della salute, il che non è auspicabile.
III. Ulteriore cooperazione
2.14 Dialogo ad alto livello
2.14.1 Osservazioni generali
30 partecipanti alla consultazione si esprimono sulla dichiarazione comune relativa all’istituzione di un dialogo ad alto livello tra la Svizzera e l’UE. Di questi, 29 sostengono in linea di principio l’istituzione di tale dialogo (tra cui CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, TI, VD, VS, NE, Il Centro, Verdi, PS, UCS, USAM). 1 partecipante alla consultazione ha espresso un parere negativo (UDC).
Dei 30 partecipanti alla consultazione, 17 rilasciano ulteriori dichiarazioni in merito all’istituzione di un dialogo ad alto livello (tra cui CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, TI, VD, VS, NE, Il Centro, UDC, USAM). CdC chiede che i Cantoni siano direttamente coinvolti nel dialogo ad alto livello nel quadro dei loro diritti costituzionali di partecipazione alla politica estera, nella misura in cui le loro competenze o i loro interessi essenziali sono toccati. Per garantire istituzionalmente i diritti dei Cantoni all’informazione e alla partecipazione al dialogo ad alto livello, questi dovrebbero essere sanciti in una convenzione apposita con la Confederazione. TI chiede inoltre che, nell’ambito del dialogo ad alto livello, venga trattata in modo esplicito e prioritario anche la questione dell’accesso al mercato dell’UE per i fornitori di servizi finanziari svizzeri secondo l’approccio basato sugli istituti. Questa richiesta è stata avanzata in particolare dall’USAM (v. 1.2.1).
Il Centro ritiene importante che l’associazione e il coinvolgimento del Parlamento e dei Cantoni al dialogo ad alto livello avvengano in modo corretto e appropriato. Chiede inoltre che venga avviato rapidamente il dialogo politico con l’Alta rappresentante per