Rapporto intermedio
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 87Fedlex · Rapporto sui risultati
VD, ritengono che l’Accordo sulla sanità recepisca correttamente gli insegnamenti appresi dalla pandemia di COVID-19, rafforzando la cooperazione per contrastare le minacce per la salute a carattere transfrontaliero. NW menziona inoltre che l’accordo offre alla Svizzera la possibilità di partecipare a procedure di aggiudicazione congiunta.
7 partiti formulano un parere in merito all’Accordo sulla sanità e 6 di loro (Il Centro, PEV, PLR, Verdi, PVL, PS) si dichiarano favorevoli. Per Il Centro, l’accordo rappresenta un passo importante per rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie senza andare ad intaccare la sovranità del sistema sanitario svizzero. PVL rammenta che disporre di dati in tempo reale è fondamentale per evitare di adottare misure drastiche in caso di crisi sanitarie e per proteggere efficacemente sia la salute della popolazione sia l’economia. PS rileva inoltre che l’Accordo sulla sanità è importante sia dal punto di vista della politica sanitaria sia da quello della politica di sicurezza. Sostiene inoltre che, affinché i vantaggi della cooperazione possano concretizzarsi davvero, l’attuazione dell’accordo richiede risorse supplementari per l’Amministrazione federale. Verdi sottolineano che l’accordo consente alla Svizzera di partecipare a procedure di aggiudicazione congiunta e ricordano che l’ECDC svolge un ruolo importante nell’ambito delle resistenze agli antibiotici. 1 partito (UDC) respinge l’Accordo sulla sanità in quanto sostiene che comporta la perdita di autonomia e sovranità della Svizzera, anche in relazione alla ripresa degli elementi istituzionali per analogia e ai costi dell’accordo. Secondo UDC, inoltre, numerosi aspetti devono essere chiariti, per esempio per quanto riguarda il numero di agenzie o meccanismi dell’UE ai quali la Svizzera potrà partecipare, la trasmissione d’informazioni confidenziali, l’onere supplementare per i Cantoni o le modalità con cui la Svizzera potrà partecipare a procedure di aggiudicazione congiunta.
Le 3 associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna partecipanti (Associazione dei Comuni, UCS, SAB) si pronunciano a favore dell’Accordo sulla sanità.
5 associazioni mantello dell’economia formulano un parere. 1 (USS) si pronuncia a favore dell’accordo, mentre 3 (economiesuisse, USI, ASB) non esprimono un parere univoco in merito. Accolgono positivamente il fatto che l’accordo si focalizzi sulla sicurezza sanitaria, ma ritengono che il rapporto costi-benefici sia piuttosto sfavorevole. economiesuisse sostiene che le risorse di personale aggiuntive debbano essere compensate all’interno dell’Amministrazione federale e che l’onere supplementare per i fornitori di prestazioni di cura debba rimanere limitato. USAM respinge l’Accordo sulla sanità, affermando in particolare che la ripresa di elementi istituzionali in nuovi accordi dovrebbe avvenire soltanto se l’accordo è strettamente indispensabile, cosa discutibile nel caso dell’accordo in questione.
29 altri partecipanti si pronunciano a favore dell’accordo, in particolar modo Interpharma, che ritiene giudiziosa la decisione di limitarne il campo d’applicazione alla sicurezza sanitaria e osserva come la mancata partecipazione della Svizzera ai meccanismi rilevanti dell’UE abbia avuto un impatto negativo sulla piazza economia e sul sistema sanitario svizzero. CFIST osserva che è essenziale che la Svizzera abbia pieno accesso all’ECDC, poiché soltanto così è possibile analizzare e valutare in modo