Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
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Detti partecipanti chiedono tra le altre cose che questo meccanismo si applichi anche al mercato del gas.
Inoltre alcuni partecipanti (tra cui AES, Regiogrid; Groupe E e gli interpellati che si associano al parere di AES) chiedono che, analogamente al REMIT, l’idrogeno sia incluso nella LVTE, in modo tale che così facendo si possa già creare certezza giuridica per i relativi progetti.
ElCom chiede innanzitutto che la tassa di vigilanza sia riscossa sia presso gli operatori del settore del gas che per quelli del settore elettrico. Infine, sempre secondo ElCom, per poter attuare correttamente il REMIT in Svizzera, nella LVTE dovrebbe essere integrata una base legale simile a quella della legge sui cartelli, affinché ElCom possa effettuare perquisizioni domiciliari sul territorio svizzero.
COMCO e alcuni attori del settore (tra cui AES, Alpiq e Axpo) hanno infine nuovamente presentato le richieste già formulate nel 2023 nell’ambito della procedura legislativa concernente la LVTE e che sono state respinte durante la procedura parlamentare.
2.12 Sicurezza alimentare
2.12.1 Osservazioni generali
Sul Protocollo sulla sicurezza alimentare si sono espressi 121 partecipanti alla consultazione. 79 di questi (tra cui CdC, ZH, UR, ZG, FR, SO, BS, AR, AI, SG, GR, TI, VD, VS, NE, JU, Il Centro, PLR, i Verdi, PVL, PS, Associazione dei Comuni Svizzeri, UCS, SAB, economiesuisse, USI, ASB) sono favorevoli al Protocollo sulla sicurezza alimentare, mentre 18 (tra cui UDC, USAM) sono contrari e 24 (tra cui SZ, OW, NW, GL, TG, USC) non hanno una posizione chiara.
CdC e 15 Cantoni (ZH, UR, ZG, FR, SO, BS, AR, AI, SG, GR, TI, VD, VS, NE, JU) sono favorevoli all’estensione dell’Accordo agricolo con il Protocollo sulla sicurezza alimentare, poiché comprende anche il commercio di derrate alimentari di origine non animale e l’omologazione dei prodotti fitosanitari. Accolgono inoltre con favore il fatto che la Svizzera abbia accesso all’EFSA e alle reti pertinenti dell’UE e sia integrata nel sistema di autorizzazione dei prodotti fitosanitari dell’UE. Essi sottolineano che i produttori alimentari svizzeri beneficeranno di una partecipazione facilitata al mercato interno dell’UE (e viceversa i produttori dell’UE al mercato svizzero). Ne beneficiano anche le imprese che commercializzano i loro prodotti in Svizzera e nell’UE, poiché sono soggette alle stesse norme sia in Svizzera sia nell’UE e non è necessario, ad esempio, adeguare gli imballaggi o la composizione. 11 Cantoni (ZH, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, TI, VD, VS, NE) fanno riferimento al parere della CdC. Nessun Cantone respinge il Protocollo sulla sicurezza alimentare. Nel suo parere, GL non fa riferimento esplicito al Protocollo sulla sicurezza alimentare. SZ accoglie con favore alcuni elementi dei decreti di attuazione, ma nutre riserve di principio, ad esempio in relazione al recepimento dinamico. OW, NW e TG accolgono con favore la stabilizzazione e l’ulteriore sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l’UE. Tuttavia, OW e TG temono, tra l’altro, che il recepimento diretto dei testi giuridici dell’UE renda quasi impossibile, in particolare per le PMI svizzere, sapere quali condizioni quadro e requisiti legali si applicano al loro caso.