Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

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lamentazione, poiché, a causa dei suoi costi, un servizio universale fortemente regolamentato si ripercuote negativamente sui consumatori finali. Questa posizione è sostenuta dall’UCS.

Associazione dei Comuni e UCS appoggiano un servizio universale regolamentato per i consumatori finali con un consumo inferiore a 50 MWh. L’apertura completa del mercato consente di uniformare i prezzi, che attualmente variano notevolmente a livello regionale. Poiché l’apertura del mercato diventa onerosa soprattutto per i piccoli fornitori del servizio universale, occorre fare in modo che la configurazione di quest’ultimo non abbia su di loro ripercussioni negative, ad esempio a causa di tassi di cambio troppo bassi, che non coprono a sufficienza i costi.

Secondo il settore elettrico (tra cui AES) l’auspicio politico di un servizio universale regolamentato può essere soddisfatto. Una configurazione del servizio universale in linea con il mercato consente tuttavia un funzionamento efficiente e un rapido adeguamento alle esigenze della clientela. Con l’apertura del mercato il servizio universale non costituisce più un monopolio come finora, bensì rientra in un contesto di libera concorrenza; pertanto, dal punto di vista del settore elettrico non è più necessaria una regolamentazione dei costi di produzione ed è sufficiente una sorveglianza sugli abusi. Un monitoraggio delle condizioni di lavoro è giudicato superfluo, considerando la carenza di personale qualificato e il probabile aumento dell’attività economica. ElCom valuta complessivamente l’apertura del mercato come una possibilità di deregolamentazione nel servizio universale.

USS respinge l’Accordo sull’energia elettrica. Le altre associazioni dei lavoratori (tra cui Travail.Suisse) valutano positivamente il modello per il servizio universale proposto nella consultazione. Ritengono estremamente importante il monitoraggio delle condizioni di lavoro, poiché intravedono rischi per i lavoratori derivanti dalle ristrutturazioni. Tuttavia, un semplice monitoraggio non è sufficiente. Sono necessarie misure preventive come la tutela delle condizioni di lavoro e la protezione dei lavoratori più anziani contro i licenziamenti.

Le organizzazioni per la protezione dei consumatori (FRC, FPC, kf) sono favorevoli all’apertura del mercato, purché siano adottate misure di protezione efficaci per i piccoli consumatori finali che optano per il libero mercato. L’attuale configurazione del servizio universale favorisce i gestori di rete e grava unilateralmente sui consumatori finali. Un’apertura completa del mercato creerebbe libertà di scelta, promuoverebbe la concorrenza e rafforzerebbe gli incentivi all’efficienza, mentre il servizio universale e il servizio sostitutivo potrebbero continuare a garantire la protezione di base. FPC chiede tuttavia una nuova concezione del servizio universale, con la quale si applicherebbe un’unica tariffa in tutta la Svizzera.

Diversi partecipanti alla consultazione, tra gli altri dei settori agricoltura (tra cui USC) e turismo (tra cui FST) nonché associazioni economiche con un’elevata percentuale di PMI, sottolineano l’importanza di mantenere la possibilità di un servizio universale regolamentato.