Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 83Fedlex · Rapporto sui risultati

PLR e PVL accolgono con favore l’apertura completa del mercato. I Verdi approvano il mantenimento del servizio universale, ma criticano l’abbassamento della soglia a 50 MWh e chiedono che i consumatori abbiano la possibilità di ottenere informazioni sulle caratteristiche ecologiche dell’elettricità. Oltre al monitoraggio, i Verdi chiedono misure di prevenzione per i lavoratori. PS non si pronuncia concretamente sul servizio universale, giudicandone nel complesso insufficiente l’attuazione a livello nazionale. UDC è l’unico partito a criticare l’apertura completa del mercato, ritenendola un pericolo per i consumatori finali.

Secondo diversi partecipanti, le nuove prescrizioni in materia di disgiunzione si spingono troppo oltre, in particolare perché sono più severe rispetto a quelle dell’UE e quindi necessariamente caratterizzate da uno «swiss finish». In questo contesto, soprattutto il settore elettrico sostiene che dovrebbero rimanere possibili i cosiddetti «shared services». Deve inoltre essere mantenuta la possibilità per i soggetti della società madre di essere rappresentati nel consiglio di amministrazione del gestore della rete di distribuzione per esercitare i loro diritti di vigilanza. Si critica inoltre il fatto che l’attuazione delle disposizioni sulla disgiunzione comporti un notevole onere supplementare e costi che in ultima analisi dovrebbero essere sostenuti dai consumatori finali (tra cui CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, BS, AR, AI, SG, NE, AES, Swisspower). Tuttavia, altri partecipanti (tra cui TI, Il Centro e COMCO) sostengono esplicitamente le rigorose prescrizioni sulla disgiunzione contenute nell’avamprogetto posto in consultazione. Alcuni hanno addirittura chiesto un abbassamento della soglia da 100 000 consumatori finali a 30 000 o a 10 000.

Secondo CdC e EnDK la disgiunzione deve essere attuata in maniera proporzionata ed entro termini sufficientemente lunghi in Svizzera. Il fatto che le prescrizioni in materia di disgiunzione riguardino solo i gestori delle reti di distribuzione di oltre 100 000 aziende è accolto con favore. EnDK è inoltre favorevole a limitare le prescrizioni agli organi direttivi e a consentire i cosiddetti «shared services», ad esempio uffici del personale, servizio giuridico, acquisti e finanze.

Associazione dei Comuni e UCS chiedono inoltre che, nell’ambito dell’attuazione, l’esercizio della rete e il commercio di energia elettrica o il servizio universale possano continuare a far parte dell’amministrazione comunale come unità organizzative, anche se dovrebbero essere separate dal punto di vista organizzativo.

2.11.2.2.2 Riserve e sicurezza dell’approvvigionamento

95 pareri (tra cui CdC, ZH, OW, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, TG, TI, VD, NE, JU, Il Centro, Verdi, PVL, Associazione dei Comuni, economiesuisse, USI, USC, ASB, Travail.Suisse, AES, Swisspower, Swissmem) ritengono che l’Accordo sull’energia elettrica rafforzerebbe la sicurezza dell’approvvigionamento, mentre altri 5, tra cui quello di UDC, non vedono nell’Accordo un miglioramento in tal senso.

Nello stesso contesto, diversi partecipanti (swisscleantech, Ökostrom Schweiz, VAS, ESI) sono del parere che l’integrazione nel mercato europeo consentirebbe di ridurre i costi legati alle riserve nazionali e di limitare la necessità di mantenere capacità fuori mercato, basandosi su meccanismi coordinati e su un maggiore accesso agli scambi