Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

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transfrontalieri. Ritengono che un maggiore ricorso alle energie rinnovabili e la partecipazione al mercato europeo in periodi di tensione consentirebbero di evitare lo sviluppo di riserve costose e non sostenibili.

Inoltre, alcuni rappresentanti del settore (AES, AET, ESI) sottolineano i vantaggi di una partecipazione della Svizzera ai meccanismi europei di prevenzione e gestione delle crisi energetiche. Questi attori ritengono che l’integrazione nelle strutture già esistenti migliorerebbe il coordinamento e la resilienza in caso di gravi problemi. Altri pareri (EnDK, Il Centro, UDC) sono più critici riguardo al vantaggio dell’apertura delle interconnessioni in caso di crisi, poiché ritengono che ciò ridurrebbe il margine di manovra della Svizzera. Dal canto suo SAB dubita dell’efficacia di tali garanzie in caso di crisi paneuropea, sottolineando che essa dipenderebbe dal comportamento degli Stati membri dell’UE.

Diversi partecipanti (tra cui in particolare TI, PVL, Il Centro, economiesuisse, CVCI, ElCom, AET, ESI) valutano positivamente le disposizioni dell’Accordo relative all’accesso alle capacità transfrontaliere. Ritengono che l’integrazione della Svizzera nel mercato interno dell’UE rafforzerebbe la sicurezza dell’approvvigionamento, garantendo un accesso non discriminatorio e protetto, ridurrebbe i flussi non pianificati e attenuerebbe i rischi legati alla regola europea del 70 %. Diversi interpellati (economiesuisse, AET, ESI) sottolineano inoltre i vantaggi per la stabilità della rete e per l’ottimizzazione degli scambi stagionali, in particolare l’esportazione in estate per i produttori svizzeri.

Il risultato dei negoziati in relazione all’esistenza di una riserva nazionale è stato accolto con favore dalla maggior parte dei pareri espressi. Tuttavia alcuni partecipanti, tra cui UDC, esprimono incertezza circa la possibilità di mantenere a lungo riserve fuori mercato dopo l’entrata in vigore dell’Accordo.

In diversi pareri (tra cui EnDK, Swissgrid, swisscleantech, SES, EKZ e diverse associazioni ambientaliste) emergono stupore o critiche, poiché le nuove disposizioni sulla riserva di energia elettrica adottate il 20 giugno 2025 e sancite nella LAEl non sono state considerate nell’avamprogetto concernente l’Accordo sull’energia elettrica. Non è quindi chiaro come debbano confluire nell’Accordo le necessarie modifiche derivanti dal nuovo diritto approvato. Mentre nella maggior parte di questi pareri si chiede di precisare le modalità di impiego della riserva, alcuni «stakeholder» si pronunciano a favore di una nuova consultazione (abbreviata) riguardante l’ambito normativo della riserva di energia elettrica. La maggior parte di coloro che si sono espressi su questa tematica sono favorevoli alla ripresa completa o nella misura più ampia possibile delle nuove disposizioni, come ad esempio la possibilità di ricorrere alla riserva in caso di pericolo per la stabilità della rete, di utilizzare le riserve termiche per aumentare quelle idrauliche o di impiegare la riserva nel quadro di accordi internazionali. Sempre secondo questi interpellati, uno squilibrio del mercato infragiornaliero sarebbe difficile da identificare e la possibilità di ricorrere alla riserva deve quindi essere cancellata.

Il settore elettrico (tra cui AES, Alpiq, BKW, Axpo) e alcuni attori economici come economiesuisse e ZHK chiedono si rinunci alla par-tecipazione obbligatoria alla riserva di energia idroelettrica, poiché in tal modo le imprese obbligate rischierebbero di avere