Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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Per il pacchetto Orizzonte, in una prospettiva storica il flusso di ritorno finanziario verso la Svizzera è all’incirca equivalente ai contributi obbligatori versati483. Questo equilibrio è previsto anche per l’attuale generazione di programmi; da notare però che per il programma Orizzonte (ovvero il programma che prevede, di gran lunga, i contributi obbligatori più elevati), se la Svizzera raccoglierà fondi significativamente inferiori a quelli versati, entrerà in vigore un meccanismo di correzione automatico.
Nella gestione amministrativa dei programmi, l’UE può beneficiare di economie di scala e quindi agire in modo più efficiente di quanto non possa fare la Svizzera nell’ambito della partecipazione in modalità «Paese terzo non associato», in cui il finanziamento della partecipazione è gestito tramite la SEFRI oppure vengono offerti bandi di gara sostitutivi dalle organizzazioni nazionali. L’associazione al pacchetto Orizzonte ridurrà significativamente il carico di lavoro amministrativo federale sul lungo periodo.
Nel quadro di Erasmus+, è nell’interesse del sistema ERI svizzero collaborare il più strettamente possibile con il programma di formazione dell’UE. L’associazione della Svizzera a Erasmus+ consente, da parte Svizzera, di prendere parte in modo globale a un numero e a una varietà di attività molto maggiore di quanto non sia attualmente possibile con la «soluzione svizzera». È garantita anche la certezza giuridica dell’accesso, così come l’utilizzo di reti di cooperazione e di processi consolidati.
L’aumento del budget di 187,5 milioni di franchi proposto dal Consiglio federale per la partecipazione a Erasmus+ è necessario per raggiungere il livello di fondi stanziati dall’UE per il programma nel periodo in cui la Svizzera ha partecipato in modo indiretto come Stato terzo. Questa differenza di livello è dovuta a vari fattori. Nel 2014, primo anno della partecipazione indiretta dopo la piena associazione del 2011 – 2013, i fondi per la «soluzione svizzera» erano di molto inferiori al budget che la Svizzera avrebbe dovuto corrispondere in caso di piena associazione. A ciò si aggiunge il fatto che il budget per la «soluzione svizzera» è sì raddoppiato nel periodo dal 2014 al 2027, ma nello stesso periodo il budget europeo è praticamente triplicato. Anche l’aumento della quota del PIL della Svizzera rispetto a quello europeo (di quasi il 3 % nel 2014 e quasi il 5 % nel 2023) ha contribuito all’aumento del contributo obbligatorio. Questo divario sempre maggiore va colmato e, con esso, la capacità della Svizzera di inserirsi nello spazio formativo europeo.
In questo contesto, il Consiglio federale è convinto che l’utilizzo dei fondi federali corrispondenti sia necessario e proporzionato e che rappresenti un valido investimento per la Svizzera in qualità di polo ERI (per l’importanza della partecipazione della Svizzera a Erasmus+, v. n. 2.8.2.4.2). Anche se è difficile quantificare in modo affidabile l’impatto degli investimenti in ambito formativo, il valore della formazione come motore della competitività e come investimento a lungo termine nel futuro socioeconomico di un Paese è indiscutibile.
483 Cfr. «Participation de la Suisse aux programmes et initiatives de recherche et d’innovation de l’Union européenne: faits et chiffres 2023», www.sbfi.admin.ch > Ricerca ed innovazione > Cooperazione internazionale nel campo della ricerca e dell’innovazione > Programmi quadro dell’UE > Fatti e cifre sulla partecipazione della Svizzera (non disponibile in italiano).