Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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sulla scia di movimenti migratori particolarmente massicci. Il conflitto e le tensioni in Medio Oriente così come la guerra di aggressione russa in Ucraina costituiscono fattori in grado di ripercuotersi direttamente sui flussi migratori verso l’Europa. Inoltre, sebbene le rotte cambino, le traversate del Mare Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico dall’Africa verso il continente europeo continuano a mantenersi su livelli elevati.
È in tale contesto che gli Stati membri dell’UE si sono accordati, nel maggio del 2024, sul nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Questa riforma della politica migratoria europea punta a rafforzare il sistema di asilo in Europa e la capacità dell’UE di far fronte ai flussi migratori irregolari. La sua entrata in vigore è prevista per giugno 2026 e avrà un impatto considerevole sulla gestione della migrazione nel continente. Con il nuovo Patto dell’UE, per la prima volta un meccanismo di solidarietà vincolante sarà sancito dal diritto europeo: grazie ad esso, gli Stati membri dell’UE si sosterranno reciprocamente per alleviare il carico sui Paesi soggetti a forti pressioni migratorie. Una partecipazione degli Stati associati, tra cui la Svizzera, è possibile su base volontaria. Con il Fondo asilo, migrazione e integrazione (FAMI), l’UE sostiene inoltre le autorità degli Stati membri nei loro sforzi tesi a migliorare le condizioni di accoglienza dei migranti, il trattamento delle domande di asilo e l’implementazione delle procedure di ritorno. In aggiunta, i Paesi AELS/SEE destinano una parte del loro contributo per la riduzione delle disparità economiche e sociali in Europa al finanziamento di progetti nel settore della migrazione. Occorre dunque garantire la complementarità tra le misure finanziate dal contributo svizzero nell’ambito della migrazione e quelle derivanti dai programmi dell’UE e degli Stati AELS/SEE.
Il credito d’impegno «Migrazione» si iscrive anche in un contesto di ampliamento dello spazio Schengen, a cui il 1° gennaio 2025 hanno aderito a tutti gli effetti la Bulgaria e la Romania. Pertanto, la lista degli Stati che si assumono responsabilità nel controllo delle frontiere esterne dell’UE si allunga e di pari passo aumentano anche i bisogni in termini di gestione dei movimenti migratori nei Paesi interessati.
2.10.9.2.3 Orientamento tematico
Tenuto conto delle prime esperienze raccolte durante l’attuazione del secondo contributo svizzero e degli obiettivi del credito d’impegno «Migrazione», l’obiettivo è prestare un sostegno finanziario negli ambiti indicati di seguito.
– Procedure di asilo: gli ambiti di cooperazione riguardano soprattutto la registrazione delle persone richiedenti l’asilo e lo svolgimento della procedura di asilo. Gli insegnamenti tratti dalla SEM nel quadro della revisione della legge sull’asilo del 2019, nonché le modifiche che sono state apportate alle procedure da allora, potrebbero essere condivisi con altri Stati europei.
– Infrastrutture di alloggio per le persone bisognose di protezione: l’obiettivo è fare in modo che gli Stati europei particolarmente toccati dai flussi migratori possano assicurare, grazie al contributo svizzero, una migliore accoglienza dei migranti. Occorre nello specifico allestire infrastrutture appropriate tenendo conto in particolare delle esigenze dei migranti più vulnerabili. Nell’ambito del secondo contributo svizzero è stato possibile