Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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finanziare numerosi centri per richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati.
– Aiuto al ritorno volontario e alla reintegrazione: la Svizzera vanta una grande esperienza e comprovate competenze tecniche in questo settore, che è parte integrante della politica migratoria di molti Paesi europei. Lo scambio di esperienze e il finanziamento di programmi di ritorno volontario, in stretta collaborazione con le autorità nazionali e le organizzazioni internazionali competenti, rappresentano dunque un possibile ambito di cooperazione.
– Integrazione delle persone bisognose di protezione: contribuendo a migliorare la situazione delle persone interessate in loco, le misure di integrazione consentono di prevenire la migrazione irregolare primaria e secondaria. Durante l’attuazione del secondo contributo svizzero, il modello di integrazione della Svizzera ha suscitato un forte interesse tra gli Stati partner. Poiché il tema dell’integrazione in senso lato è coperto dal credito d’impegno «Coesione», in questo settore è previsto uno stretto coordinamento tra i due crediti, specialmente nei Paesi in cui vengono utilizzati entrambi.
2.10.9.2.4 Strategia e principi di attuazione
Il sostegno finanziario fornito in virtù dell’Accordo sul contributo è in linea con la strategia globale del Consiglio federale in materia di cooperazione internazionale – e in particolar modo europea – in campo migratorio. Secondo la prima frase dell’articolo 113 della legge sull’asilo, la Confederazione partecipa all’armonizzazione della politica europea in materia di rifugiati e alla soluzione dei problemi dei rifugiati all’estero. Con il secondo contributo svizzero, il Consiglio federale aveva già dimostrato la sua intenzione di contribuire a una gestione efficace delle sfide legate ai flussi migratori in Europa. Con il credito d’impegno in questione prosegue ora sulla via intrapresa, che è anche nell’interesse della Svizzera. Riducendo le disuguaglianze tra Paesi europei nell’ambito della migrazione, la Svizzera si adopera in particolare per contrastare la migrazione secondaria irregolare all’interno dell’UE e verso la Svizzera.
La strategia e il relativo piano di attuazione si basano sulle esperienze acquisite nel contesto del secondo contributo svizzero, soprattutto sulle raccomandazioni che sono state e vengono formulate nelle diverse valutazioni. I principi di attuazione possono variare da un Paese all’altro per tenere conto delle specificità del contesto locale. Al fine di creare un valore aggiunto, la Svizzera individuerà settori che le consentano di mettere a frutto le sue competenze, sempre prendendo in considerazione i bisogni degli Stati partner che non sono coperti da altri strumenti di finanziamento. In tale contesto si terrà conto anche degli interessi della Confederazione. I singoli programmi e progetti dovranno essere approvati dallo Stato partner e dalla Svizzera.
Nell’attuazione del contributo svizzero, la Confederazione e gli Stati partner si basano sui principi della comunità di valori europea, che si fonda a sua volta sulla tutela dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto, della dignità umana e dell’uguaglianza, come sancito dagli articoli 11 e 13 dell’Accordo sul contributo. In