Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 559Fedlex · Rapporto esplicativo

di generare economie di scala e di ridurre al minimo le spese generali. Al tempo stesso il calcolo dei mezzi propri richiesti si basa su valori empirici, in passato calcolati secondo un metodo restrittivo.

2.10.9.2 Credito d’impegno «Migrazione»

2.10.9.2.1 Descrizione

Per il primo contributo svizzero ai nell’ambito dell’Accordo sul contributo, le Parti hanno convenuto che la gestione della migrazione costituisse una sfida comune. Il contributo mira a sostenere gli Stati dell’UE le cui strutture di gestione della migrazione sono particolarmente sotto pressione e/o i Paesi che concordano con la Svizzera in merito alla necessità di rafforzare la propria governance migratoria. A tale scopo, l’allegato II dell’Accordo sul contributo prevede lo stanziamento di 42 milioni di franchi in media all’anno tra il 2030 e il 2036. Anche in questo caso, per il credito d’impegno si detrae il 5 per cento destinato alle spese proprie e il 2 per cento destinato al SEPF. L’attuazione del credito d’impegno «Migrazione» si fonda sulla legge sull’asilo.

Nei limiti stabiliti dalla legislazione in materia di asilo, le risorse del credito d’impegno «Migrazione» potranno essere destinate a misure tese a prevenire la migrazione irregolare. Questa prevenzione comporta in particolare un’armonizzazione delle procedure di asilo e delle condizioni di accoglienza negli Stati membri dell’UE. Inoltre, la legislazione svizzera prevede anche misure nel campo dell’aiuto al ritorno volontario e alla reintegrazione. Il credito d’impegno «Migrazione» sarà attuato in due fasi tramite programmi bilaterali pluriennali con gli Stati partner, che saranno selezionati sulla base delle loro esigenze specifiche. In aggiunta, come già era il caso nel quadro del secondo contributo svizzero, l’Accordo sul contributo prevede l’istituzione di un fondo di reazione rapida che consentirà di intervenire in situazioni di crisi dovute a flussi migratori improvvisi e/o di vasta portata. Esiste infine anche la possibilità di partecipare a strumenti di finanziamento che permettano di sostenere programmi e progetti in uno o più Paesi dell’UE. Tutte queste forme di sostegno consentono alla Svizzera di affiancare gli Stati dell’UE in modo flessibile, tenendo conto del carattere imprevedibile dei fenomeni migratori. La ripartizione tra i vari formati sarà definita nel memorandum d’intesa tra la Svizzera e l’UE.

Aiutando gli Stati dell’UE che si assumono una grande responsabilità in ambito migratorio, la Svizzera contribuisce a rafforzare la gestione della migrazione in Europa e ne trae direttamente beneficio. Consolida inoltre le relazioni bilaterali con i Paesi partner e con l’UE.

2.10.9.2.2 Contesto

Il contesto in cui si è deciso di fare del settore della migrazione una priorità nel quadro del secondo contributo svizzero è rimasto fondamentalmente invariato. La gestione dei flussi migratori continuerà a essere una sfida importante negli anni a venire, soprattutto a causa dei conflitti che imperversano in varie regioni del mondo, dei cambiamenti climatici e più in generale delle ripercussioni delle lotte tra potenze mondiali per estendere la loro influenza. Nel 2023 e nel 2024 diversi Stati dell’UE e la Svizzera hanno registrato il più alto numero di domande di asilo dal 2015 e 2016,