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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine

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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]

organizzazioni terroristiche e di reti di spionaggio e proliferazione. I processi di autorizzazione saranno snelliti. Nel processo di revisione in corso si esaminano costantemente ulteriori necessità di adeguamento.

M21 Rafforzamento delle misure preventive in ambito di radicalizzazione ed estremi-

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Con il piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento, la Svizzera intende rafforzare la prevenzione contro l’estremismo violento e il terrorismo. Il piano d’azione mira a impedire la radicalizzazione dei giovani, a promuovere un approccio critico nei confronti dei media digitali e dei social network e a sensibilizzare i gruppi target a rischio. I mezzi di intelligence e le misure preventive di polizia saranno utilizzati in modo più efficiente, ad esempio attraverso l’applicazione coerente dei divieti di ingresso e delle espulsioni, la confisca di materiale di propaganda e il blocco di pagine Internet con ideologie radicali e contenuti che esaltano alla violenza, così come attraverso l’estensione delle misure di acquisizione soggette ad autorizzazione per l’esplorazione di attività di estremismo violento nella revisione della legge sulle attività informative. Le minoranze che necessitano di una particolare protezione saranno sostenute finanziariamente dalla Confederazione.

La Svizzera combatte le cause della radicalizzazione, dell’estremismo violento e del terrorismo anche attraverso la cooperazione internazionale, ad esempio con progetti di lotta alla povertà e di educazione.

M22 Deradicalizzazione e controlli di sicurezza delle persone

La coesione sociale e un’integrazione riuscita sono importanti per la prevenzione. Particolare attenzione va riservata ai gruppi e agli individui emarginati, poiché sono vulnerabili alla propaganda e alla disinformazione e quindi possono sviluppare comportamenti estremisti o diventare attivi nel mondo criminale. Occorrerà sviluppate misure, ad esempio nell’ambito dell’educazione e del lavoro sociale, per evitare che vengano costituite società parallele. Per quanto riguarda i gruppi più a rischio, ovvero i minorenni, è necessario individuare tempestivamente le tendenze alla radicalizzazione e deradicalizzare le persone interessate. Alcune di queste persone hanno un passato migratorio. La loro deradicalizzazione riduce quindi anche il rischio che la migrazione favorisca la polarizzazione e che la disinformazione possa distorcere il dibattito politico su questo tema. Nel caso dei richiedenti l’asilo e degli stranieri, le persone che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza vengono sottoposte a controlli in tal senso. Nel caso vi siano indizi concreti che fanno ipotizzare che tali individui possano rappresentare una minaccia per la sicurezza interna, le autorità competenti in materia di sicurezza e migrazione possono adottare misure amministrative, come la detenzione amministrativa, il divieto di ingresso o la revoca del diritto di soggiorno o dell’asilo. Se una persona straniera rappresenta un pericolo per la sicurezza interna, può essere allontanata o espulsa.