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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine
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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]
territorio, la propria popolazione, i propri valori e i propri interessi deve investire nella propria sicurezza.
Diversi sviluppi stanno indebolendo l’ordine internazionale. La Russia continua a pretendere una propria sfera di influenza e orienta la propria economia verso la guerra e le proprie forze armate verso un possibile confronto con gli Stati occidentali. Il rischio che questa guerra si estenda fino a diventare un conflitto tra la Russia e i Paesi della NATO è quindi concreto. La Cina sta acquisendo maggiore importanza come attore globale, con chiari obiettivi politici, economici e territoriali. Sta potenziando le proprie capacità militari e rafforzando la propria influenza a livello regionale e globale.
Oltre alla guerra in Ucraina, un altro sviluppo rilevante per la politica di sicurezza è la rivalità tra gli Stati Uniti e la Cina. Entrambi ritengono che il potere economico e quello militare siano gli strumenti più adatti a raggiungere i propri obiettivi. Gli Stati Uniti continuano a essere il Paese con il maggior potere militare ed economico, ma sono sempre meno disposti ad assumere il loro tradizionale ruolo di garanti dell’ordine mondiale.
A seguito della nuova politica egemonica, le relazioni internazionali sono nuovamente determinate in misura maggiore da singoli Stati e da coalizioni informali mutevoli. Il diritto internazionale sta perdendo di efficacia e il raggiungimento del consenso nelle istituzioni internazionali sta diventando più difficile. Il mondo diventa sempre più frammentato e instabile. Cina, Russia, Corea del Nord e Iran instaurano tra loro legami politici, economici e militari. La Russia minaccia ripetutamente di ricorrere alle armi nucleari. La spinta verso la proliferazione nucleare è in aumento.
Nuove forme e nuovi mezzi del confronto caratterizzano le relazioni internazionali e il campo di battaglia. L’interconnessione globale e la ripartizione del lavoro su scala internazionale garantiscono il benessere, ma celano anche dei rischi. Le grandi potenze sfruttano queste dipendenze per esercitare pressione e raggiungere così i propri obiettivi politici, economici, tecnologici e militari. Gli Stati interessati cercano di ridurre le proprie vulnerabilità.
Il conflitto ibrido è il risultato della combinazione di diversi mezzi, utilizzati da un aggressore statale per destabilizzare un altro Stato, minare le sue istituzioni e imporgli la propria volontà e comprende tutte le modalità con le quali è possibile esercitare pressione, fino ad arrivare alla minaccia e all’uso della forza militare. Muovendosi in una zona grigia del diritto internazionale, chi si difende fa più fatica a individuare tempestivamente le minacce e a contrastarle.
Come altre guerre in passato, anche la guerra in Ucraina funge da catalizzatore per l’impiego in ambito militare di nuove tecnologie, l’integrazione di nuove tecnologie in sistemi d’arma esistenti e il loro continuo adeguamento. L’intelligenza artificiale (IA), ad esempio, si è trasformata in una tecnologia chiave per le moderne forze armate e in futuro influenzerà molte competenze militari.