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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine
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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]
Minacce alla sicurezza interna
Le attività di influenza e la disinformazione sono elementi del conflitto ibrido e, mirando in modo diretto alla frammentazione sociale, nelle democrazie possono influenzare i risultati di votazioni ed elezioni. La polarizzazione politica mette a repentaglio il raggiungimento del consenso, la coesione sociale e, di conseguenza, la stabilità politica.
Il terrorismo di matrice jihadista e l’estremismo violento rappresentano da anni una seria minaccia e la propaganda online rafforza la radicalizzazione di potenziali autori di atti isolati, soprattutto minorenni. In Europa, e anche in Svizzera, le attività della criminalità organizzata stanno aumentando in modo significativo e comprendono il traffico di armi e di droga, la tratta e il traffico di esseri umani, il riciclaggio di denaro e la cibercriminalità.
Oltre a questo, il cambiamento climatico sta inasprendo e accelerando ulteriormente i problemi politici, sociali, ecologici ed economici già esistenti. Il rischio di nuove pandemie rimane. Infine, anche i flussi migratori possono avere influire sulla politica di sicurezza.
Caratteristiche e vulnerabilità della Svizzera
Il federalismo e la democrazia diretta sono concepiti per impedire la concentrazione del potere e aumentare la legittimità delle decisioni, ma presentano anche delle vulnerabilità. Attraverso una disinformazione mirata e la propaganda, ad esempio, è possibile rafforzare la polarizzazione all'interno della società. Per poter salvaguardare al meglio i propri interessi in materia di politica di sicurezza, la Svizzera ha bisogno di un mondo in cui il potere è limitato dal diritto. Questi valori, però, subiscono pressioni a livello globale e la loro inosservanza rappresenta un pericolo per la sicurezza e la stabilità della Svizzera.
La neutralità della Svizzera è uno strumento di politica estera e di politica di sicurezza ed è stata costantemente sviluppata in base alle sfide del momento. Il rifiuto delle richieste di riesportare materiale bellico in Ucraina ha indebolito la capacità di esportazione dell’industria svizzera degli armamenti, la cui capacità produttiva è importante per la capacità di difesa dell’esercito.
La Svizzera ha una un’economia forte e integrata a livello internazionale e questa interconnessione è uno dei fattori che ne garantisce il benessere, ma la rende anche dipendente dall’importazione di beni, materie prime, componenti high-tech e fonti di energia e da un assetto commerciale affidabile. In generale la Svizzera sta ricevendo sempre più pressioni perché assuma una posizione politica nei confronti delle grandi potenze e dei blocchi economici in determinati settori economici e rispetto a determinati beni e tecnologie, al fine di preservare l’accesso ai mercati e alle catene di approvvigionamento.
Con le sue scuole universitarie riconosciute a livello internazionale e i suoi istituti di ricerca la Svizzera è un importante polo tecnologico. La ricerca e il know-how nelle scuole universitarie e nelle aziende, ma anche le numerose organizzazioni internazionali con sede sul territorio elvetico, sono bersagli importanti delle attività di spionaggio e sabotaggio. Sul territorio