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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine

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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]

forma di disastri naturali, così come i rischi legati alla tecnologia e alla società, come ha dimostrato la pandemia di COVID-19.

La Russia provoca sempre di più attraverso azioni di sabotaggio e violazioni dello spazio aereo. Dall’insediamento della nuova amministrazione nel 2025, la politica estera e di sicurezza degli Stati Uniti è cambiata. L’Europa deve fare i conti con una riduzione dell’impegno degli Stati Uniti e delle sue truppe sul suo territorio. Pertanto, la NATO, l’UE e la maggior parte dei loro Stati membri stanno lavorando per rafforzare le capacità dell’Europa di difendersi autonomamente.

Grazie anche agli sforzi di difesa e sicurezza della NATO e dell’Europa, è improbabile che in un prossimo futuro vi sia un attacco armato diretto e su vasta scala alla Svizzera. Tuttavia, un attacco di questo tipo può avvenire anche con armi a lungo raggio. Il raggio d’azione dei droni e la gittata dei missili balistici, dei missili da crociera e delle armi ipersoniche sono in aumento, così come la loro precisione, mentre i tempi di preallarme diminuiscono. La situazione può evolversi in modo repentino, ma la preparazione dei mezzi necessari per la difesa richiede anni.

Quel che è certo è che il rischio di un conflitto bellico sul territorio europeo limitrofo, con ripercussioni dirette anche sulla Svizzera, è notevolmente aumentato. Con l’attacco della Russia all’Ucraina, la sua pretesa di una sfera di influenza nell’Europa orientale e l’incertezza rispetto alle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, infatti, è aumentata la probabilità di un confronto tra la Russia e la NATO.

Questo sviluppo della situazione è il punto di partenza della presente strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera. È difficile ipotizzare con quale probabilità potrebbero configurarsi determinati scenari, soprattutto perché, come abbiamo visto negli ultimi anni, non si possono fare ipotesi certe su come evolverà la situazione. Una strategia in materia di politica di sicurezza deve quindi partire dal presupposto che la situazione continuerà a deteriorarsi e adeguare di conseguenza le proprie misure preventive. In più, interventi in questo senso sono ancora più urgenti dal momento che l’apparato di sicurezza della Svizzera attualmente non è sufficientemente preparato a respingere attacchi ibridi e a far fronte anche alla possibilità di doversi difendere. Alla luce degli sviluppi nel contesto internazionale, la situazione europea e mondiale potrebbe mutare in modo tale da rendere necessaria una verifica fondamentale della politica di sicurezza e di difesa della Svizzera.

Sicurezza complessiva

La Svizzera deve affrontare contemporaneamente minacce sia interne che esterne provenienti da attori statali, gruppi terroristici o persone singole radicalizzate che si concretizzano in vari modi, dalla disinformazione, al sabotaggio fino ad arrivare all’uso della forza militare. Di conseguenza è necessaria una risposta complessiva della politica di sicurezza ed è per questo motivo che questa strategia adotta l’approccio della sicurezza complessiva.