Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/95: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 9 pagine
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Il presente rapporto illustra i risultati della procedura di consultazione. Tutti i pareri pervenuti sono pubblicamente accessibili sui seguenti siti Internet: www.admin.ch > Diritto federale > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione concluse.
3. Risultati della procedura di consultazione
3.1 Pareri sulla modifica in generale
Il consenso nei confronti del progetto è praticamente unanime. Soltanto VVS e NE vi si oppongono.
Cantoni
GL, OW e TI hanno rinunciato a esprimersi in merito. AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, GR, JU, LU, NW, SH, SO, SG, SZ, TG, UR, VD, VS, ZG e ZH approvano il progetto. Per contro, NE teme una distorsione di mercato per l’intero 2° pilastro (compresi gli istituti di previdenza), qualora l’articolo 60b LPP fosse prorogato durevolmente.
Partiti
Il Centro e UDC accolgono favorevolmente il progetto.
Comuni
L’ACS ha rinunciato a esprimersi.
Associazioni mantello
USI, USAM, SIC, Travail.Suisse e USS si dichiarano a favore del progetto.
Altre organizzazioni
ARPIP, ASIP, PK-Netz, fondo di garanzia, CSA e FARES accolgono di principio favorevolmente il progetto. VVS lo respinge, ritenendolo un vantaggio che distorce la concorrenza. L’associazione sottolinea che i tassi d’interesse negativi rappresentano un problema per tutte le fondazioni di libero passaggio. Inoltre, a suo parere il fatto di non accettare fondi dipende spesso dalla mancanza di qualità dei dati, il che comporta averi senza titolari. L’istituto collettore può investire a lungo termine questi fondi.
4. Risultati della procedura di consultazione in dettaglio
4.1 Condizione: grado di copertura inferiore al 103 per cento (cpv. 1)
Il limite del 103 per cento non è praticamente messo in discussione oppure è esplicitamente approvato (TG, ASIP e USAM). Il Centro si chiede tuttavia se il valore proposto non sia troppo basso. Anche la SIC auspica un riesame di questo valore mediante analisi di sensitività alla luce dell’andamento dei mercati finanziari, come pure la possibilità di valutare e adeguare il limite. L’USI mette in discussione la simultanea richiesta di una riduzione del limite dall’attuale 105 al 103 per cento e del previo scioglimento degli eventuali accantonamenti tecnici (destinati alla protezione del capitale).