Rapporto sui risultati

Consultazione 2026/30: Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità · 8 pagine

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nell’integrazione tra obiettivi ambientali e norme commerciali giuridicamente vincolanti (organizzazioni ambientaliste, PLR, PEV, I Verdi, BS, GE, FR, VD, aeesuisse, Public Eye, Travail.Suisse).

Numerosi partecipanti hanno inoltre sottolineato che l’ACCTS contribuisce a rafforzare il sistema commerciale internazionale basato su regole. Proprio alla luce delle tensioni geopolitiche e dello stallo dei processi multilaterali, l’Accordo è stato valutato come un segnale positivo a favore del

multilateralismo, della cooperazione internazionale e di regole commerciali affidabili (PLR, BS, GE, FR, ZH, organizzazioni ambientaliste, Travail.Suisse, economiesuisse, USAM).

Le organizzazioni ambientaliste e attive nell’ambito della sostenibilità, così come i Verdi, sostengono in linea di principio l’Accordo ma ritengono che alcune disposizioni siano poco ambiziose e che gli

interessi dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi emergenti non siano stati sufficientemente presi in considerazione. I pareri contrari hanno invece messo in dubbio l’efficacia dell’approccio. In particolare, sono stati criticati il numero esiguo di Stati firmatari, i limitati benefici in termini di politica climatica derivanti dalla liberalizzazione del commercio nonché le limitazioni al margine di manovra della

Svizzera in materia di politica energetica (USS, Avenergy, Nathan Kaiser).

4.2 Numero degli Stati firmatari

Gran parte dei pareri (TG, LU, BS, GE, ZH, economiesuisse, scienceindustries, PEV, I Verdi,

organizzazioni ambientaliste, aeesuisse, Travail.Suisse) concordano sul fatto che l’attuale limitazione a quattro parti contraenti riduca l’efficacia dell’Accordo e che siano quindi necessarie ulteriori adesioni. Alcuni partecipanti ritengono poco probabile che si aggiungano altri Stati in un prossimo futuro (ZH, Alliance Sud, Public Eye, USC, Avenergy, Nathan Kaiser).

4.3 Liberalizzazione dei beni e dei servizi ambientali

La liberalizzazione dei beni e dei servizi ambientali è stata valutata positivamente dalla grande

maggioranza dei partecipanti. Sono stati sottolineati in particolare una maggiore facilità di accesso alle tecnologie ambientali ed energetiche, la promozione dell’innovazione e delle tecnologie per ridurre l’impatto ambientale (clean tech), il miglioramento delle opportunità di mercato e il sostegno alla transizione energetica (PLR, PEV, I Verdi, BS, GE, SG, SH, VD, economiesuisse, scienceindustries, Swissolar, aeesuisse). È considerata positiva anche l’esclusione dei settori particolarmente dannosi nel capitolo dedicato ai servizi (Public Eye). Economiesuisse e scienceindustries hanno suggerito di ampliare l’elenco dei beni ambientali e, in particolare, di integrarlo con prodotti dei settori chimico,

farmaceutico e delle scienze della vita.

Alliance Sud e Public Eye ritengono che la liberalizzazione sia principalmente nell’interesse dei Paesi industrializzati economicamente forti. L’USS e l’USC considerano che l’obbligo di abolire i dazi

costituisca una misura unilaterale senza contropartite, che potrebbe indebolire la posizione della Svizzera in futuri negoziati internazionali; inoltre, secondo l’USC, potrebbe aumentare la pressione sulla protezione doganale per i prodotti agricoli. L’USS teme inoltre che la liberalizzazione dei servizi ambientali possa creare una situazione di concorrenza tra il servizio pubblico e le condizioni lavorative e salariali. NE ha evidenziato che la promozione di ulteriori flussi commerciali internazionali rischia di comportare anche un impatto sul clima e sull’ambiente.

4.4 Disposizioni relative ai sussidi per le energie fossili

Le disposizioni relative ai sussidi per le energie fossili sono state accolte con favore da un’ampia maggioranza dei partecipanti, secondo cui rappresentano un’innovazione fondamentale dell’ACCTS nonché un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali (PLR, I Verdi, BL, BS, GE, LU, organizzazioni ambientaliste, Public Eye, Swissolar, aeesuisse).

Un parere contrario è giunto invece da Avenergy, che ritiene che l’Accordo comporti una limitazione eccessiva del margine di manovra della Svizzera in materia di politica energetica, senza fondamento costituzionale.