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Consultation 2004/16: Révision de l'Assurance-maladie: projets des lois 2 · 186 pages
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svizzeri ë costituita dall’esigua percentualedegli assicurati che hanno scelto un HMO con capitazione. Su scala nazionale questa percentuale ë del 2% scarso e comprende una quota superiore alla media di adulti giovani e presumibilmente in buona salute
Le indicazioni e le esperienze raccolte permettono di concludere che i risparmi conseguiti sui costi grazie ai modelli HMO sono assai piÜ consistenti di quelli ottenuti con i modelli del medico di famiglia. Nella sua dissertazione Hansjörg Lehmann giunge alla stessa conclusione: secondo i suoi calcoli, tolti gli effetti della selezione dei rischi, con i modelli HMO si risparmierebbe il 40% dei costi, con quelli del medico di famiglia il 10% (H. Lehmann:Managed Care, Kosten senkenmit alternatiyen Krankenversicherungsformen?, Zürich/Chur 2003, p. 145). Sulla base dei costi lordi medi pro capite sostenuti dall’assicurazione obbligatoria delle eure medico-
sanitarie neI 2002 (distinti secondo l’etä degli assicurati e le diverse forme
d’assicurazione), il confronto tra gli HMO con capitazione, i modelli del medico di famiglia senza capitazione e gli assicurati “normali” mostra che gli HMO con capitazione comportano costi nettamenteinferiori rispetto ai modelli del medico di famiglia (cfr. allegato). Le differenze crescono in misura direttamente proporzionale a]l’etä dei pazienti e all’aumento dei costi della salute. A livello nazionale, i costi degli liMO per assicurati giovani sono grossomodo uguali a quelli degli assicurati con franchigie elevate. Man mano che aumenta l’etä degli assicurati, i costi degli HNIO crescono in misura decisamenteinferiore. Ë quindi presumibile che con la managed carte si possano risparmiare costi specialmente nei casi onerosi.
Non ë tuttavia certo che in caso d’introduzione su scala nazionale di questi modelli i risparmi sui costi possano raggiungere le percentuali citate sopra. In primo luogo, la
stima deI potenziale di risparmio sui costi ë il risultato di un breve periodo
sperimentale e non ë quindi rappresentativa. In secondo luogo, ë necessario considerare le circostanze particolari che hanno reso possibile questo risultato: da un ]ato, i medici che hanno partecipato a questo modello rappresentano una selezione di fornitori di cure di base molto motivati che si assumono anche una parte della responsabilitä economica; dall’altro, ë presumibile che, da parte degli assicurati, si tratti piuttosto di una selezione dei rischi negativa. Per permettere di realizzare il potenziale di contenimento dei costi, un trasferimento di questi modelli all’intero sistema assicurativo renderebbe necessarie modifiche di comportamento sia da parte dei medici che da parte dei pazienti. Non si puö tuttavia essere assolutamentecerti che i buoni risu]tati finanziari ottenuticon i modelli con scelta limitata del fornitore di prestazioni possono essere del tutto confermati, per quanto riguarda l’efficienza dei costi e 1a qualitä delle cure, in un sistema in cui i modelli managedcare siano
largamentediffusi: ë infatti presumibileche i medici si ritrovino una gamma di
pazienti qualitativamente diversa. Concludendo, si puÖ affermare che finora daI pull-
to di vista dei costi le forme assicurativemanagedcare si sono dimostratemolto
vantaggiose rispetto all’assicurazione ordinaria delle eure medico-sanitarie. Sebbene una certa parte dei risparmi sia dowta alla selezione dei rischi, i vantaggi in materia di costi rimangono consistenti specialmente nei modelli HMO – fatto, questo, riconducibile all’innovazione che questiultimi rappresentano e al cambiamento degli incentivi economici.