Rapporto sui risultati

Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

disposizioni concernenti la pubblicità e la sponsorizzazione (cfr. i capitoli 6.3.2 e 6.5.1.1).

5.5 Altre osservazioni

I Cantoni ZH, NW, AI AR, GL, SG, SH, TG e GR definiscono l'avamprogetto amministrativamente macchinoso e tecnocratico. Secondo il Consiglio svizzero della stampa, sa troppo di regolamentazione statale estranea. Il Cantone VS e la RDRS contestano il fatto che manca quasi del tutto - quale parametro indicativo - l'interesse del pubblico che paga il canone nei confronti d’offerte che rispondano ai bisogni.

Alcuni pareri ritengono che l'avamprogetto non è orientato al futuro (RGB). Non tiene sufficientemente conto degli sviluppi recenti e prevedibili (soprattutto in Internet; PPD, Cantone TI, ACSI e altri) e non dà alcuna risposta ad interrogativi decisivi.

Il Cantone TI constata che la legge è formulata, qua e là, con un tono eccessivamente moralistico. Anche RDRS critica una tendenza moralizzatrice, che persegue la "political correctness". A ciò si contrappongono ad esempio i Cantoni BS e BL, che elogia espressamente le disposizioni che mirano ad un innalzamento della qualità.

6 Singoli argomenti

6.1 Campo d'applicazione della legge

6.1.1 Limitazione ai programmi

In generale, le considerazioni di principio sul campo d'applicazione hanno riscosso consensi. Ciò vale in particolare per la limitazione ai programmi veri e propri e per il fatto che sono escluse le offerte interattive, ma non Internet di per sé (PPD, GR; Cantone LU, USS, Comedia, FSG, SSM, Cablecom, SIMA, Billag, Cinésuisse, Suissimage, SSCM). Swisscom chiede che vengano espressamente esclusi i sistemi di comunicazione che permettono o implicano un’interattività dell’utente.

Per il PLR, non è auspicabile una regolamentazione a livello nazionale dei servizi on line. Ciononostante bisogna verificare se il campo d'applicazione non è troppo limitato, se ad esempio gli standard minimi in materia di programmi non debbano valere anche per le trasmissioni in diretta su Internet.

La SSCM lamenta il fatto che alcuni problemi specifici dei programmi trasmessi via Internet (soprattutto in relazione alla pubblicità) non siano stati considerati abbastanza e si oppone all'esclusione delle offerte on demand. La Suisa critica la limitazione ai programmi tradizionali e vorrebbe solo un riferimento alla portata giornalistica. La Conferenza dei vescovi propone una limitazione alla radio e alla televisione e l'adozione di una legge separata concernente i servizi on line. PRS, TeleM1, Tele-Tell, Radio Argovia, Pool 2000 e TeleNewsCombi vogliono restringere il campo d’applicazione ai programmi che necessitano di risorse di diffusione disponibili in quantità limitata.