Rapporto sui risultati
Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine
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Ha suscitato varie osservazioni critiche la norma sulla costituzione di riserve (art. 29 cpv. 4): la SSR non accetta l'idea di essere sottoposta a curatela finanziaria. Questa norma è respinta anche da Arbus, PubS, ASW, RDRS e RFZ; il SSM chiede una formulazione più flessibile, che escluda una possibilità di intervento diretto da parte del Dipartimento.
6.2.2.6 Consultazione prima del rilascio o della modifica di una concessione
(art. 19 cpv. 1, secondo periodo)
Il secondo periodo dell'art. 19 cpv. 1 prevede che, prima di rilasciare la concessione alla SSR o di apportarvi modifiche significative dal profilo della politica dei media, il Consiglio federale svolga una consultazione. La SSR teme un ritardo delle decisioni in casi urgenti, mentre il Cantone NE contesta il fatto che il testo della legge non menzioni la consultazione dei Cantoni.
6.2.3 Offerta giornalistica
6.2.3.1 Mandato (art. 18)
La descrizione giuridica del mandato è condivisa espressamente dai Cantoni BL e TI, dal Consiglio svizzero della stampa, dalla Società degli scrittori, dalla Commissione del cinema, FRP e dalla SRI. Il PS è d'accordo in linea di principio, ma si chiede se la regolamentazione non potrebbe essere trasferita parzialmente dalla legge alla concessione. Inoltre, chiede che il mandato sia esteso all’offerta Internet con una portata giornalistica. Il PPD definisce corretto il fatto che il servizio pubblico debba soddisfare requisiti di qualità superiori. Comedia approva la concretizzazione della nozione di servizio pubblico, finora piuttosto vaga, e l'idea che la SSR debba fissare degli standard di qualità per tutte le emittenti. L’UDC chiede una definizione chiara e definitiva del mandato e ritiene che il suo finanziamento non deve essere fatto mediante i proventi del canone. Il CSP esige che si stabiliscano criteri di qualità verificabili, FSG, SSM e USS chiedono una precisazione dei concetti (come ad esempio quello del mandato culturale) e obiettivi chiari. Il Cantone OW e la NW EDK sono favorevoli alla formulazione completa, ma chiedono che vengano fissate delle priorità a favore dell'informazione e della cultura. Il PES chiede che la SSR venga vincolata al servizio pubblico in misura maggiore rispetto a oggi e che il “servizio pubblico di democrazia diretta” sia delimitato in modo nettamente più preciso.
Il PLR chiede invece una formulazione più concisa e una limitazione a criteri misurabili. La SSR ritiene che il mandato sia sovraccarico e dubita che si possa affidare a lei sola l'intero mandato costituzionale previsto dall'art. 93 Cost. RDRS e RFZ contestano il fatto che, nel complesso e tendenzialmente, il mandato limita eccessivamente l'autonomia della SSR in materia di programmi.
In merito ai singoli elementi del mandato, sono state fatte varie osservazioni:
• Il mandato di fornire programmi di pari valore a tutta la popolazione nelle tre
lingue ufficiali (art. 18 cpv. 1 lett. a) è giudicato molto significativo da vari intervenuti soprattutto dal punto di vista delle minoranze linguistiche (ACSI, FRC, Unione dei contadini). La Suisa contesta invece l'idea che, di fatto, a ogni svizzero verrebbero garantiti due canali di programmi televisivi e tre canali di programmi radiofonici della SSR, il che amplia eccessivamente il concetto di base