Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/60: Indagine conoscitiva sull'ordinanza concernente la messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi · 11 pagine

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Messa fuori corso delle monete da uno e da cinque centesimi Rapporto sull'indagine conoscitiva

3.3 Ripercussioni sulle tariffe postali

Diversi partecipanti all'indagine conoscitiva e soprattutto la Posta ritengono che la messa fuori corso della moneta da cinque centesimi si ripercuoterà sulle tariffe postali.

Attualmente una lettera di posta B costa 85 centesimi e il sovrapprezzo per spedizioni speciali non assortite ammonta a 15 centesimi per lettera. Si tratta di prezzi per prestazioni monopolistiche che devono essere approvati dal DATEC. La Posta non ha quindi nessuna possibilità di adeguarsi a breve termine all'unità decimale. Bisogna anche aggiungere che nel settore di monopolio ridotto (lettere fino a 100 g) la Posta prevede uno scoperto per cui essa esclude la possibilità di un adeguamento dei prezzi verso il basso. D'altra parte, la situazione finanziaria complessivamente buona della Posta e la fattibilità politica sconsigliano di aumentare le tariffe postali delle lettere. Un arrotondamento della relativa tariffa di 5 centesimi aumenterebbe inoltre il prezzo della posta B del 5,9 per cento e gli invii speciali del 33 per cento.

Secondo le valutazioni della Posta non esistono valide alternative all'aumento delle tariffe postali delle lettere. In particolare, possibilità come la vendita di francobolli della posta B esclusivamente in confezioni da due esemplari, l'arrotondamento del prezzo di vendita in caso di acquisto di un singolo esemplare, il resto in forma di francobolli da cinque centesimi oppure buoni su carte fedeltà o sul conto corrente postale sono escluse per ragioni di costi/benefici.

4 Ulteriori osservazioni

La Stiftung für Konsumentenschutz e l'Associazione Consumatrici della Svizzera Italiana sostengono che tutti i Paesi confinanti impiegano monete da uno, due e cinque centesimi di Euro e non prevedono la loro messa fuori corso.

La Posta, in qualità di cassa pubblica della Confederazione, afferma che già oggi lo scambio di monete le causa costi annuali dell'ordine di 30 milioni di franchi. In caso di messa fuori corso della moneta da cinque centesimi la restituzione di queste monete comporterebbe un onere supplementare che la Posta non intende assumersi.

Numerosi partecipanti alla consultazione, tra cui l'UDC, i DS, l'usam, la Stiftung für Konsumentenschutz, l'Associazione Consumatrici della Svizzera Italiana e la Società Svizzera di Numismatica raccomandano infine di esaminare l'adozione di misure per la riduzione dei costi di coniazione delle monete. Sono proposti il trasferimento della produzione all'estero, l'impiego di leghe più economiche, la verifica della riduzione dei costi presso swissmint o la coniazione di una scorta maggiore di monete.

5 Conclusione

All'indagine conoscitiva hanno partecipato principalmente associazioni dell'economia e dei consumatori. Non sono invece giunte osservazioni da parte delle banche, mentre l'unico partito di Governo che si è espresso è il PPD

Riassumendo si può affermare che, eccettuata la Società Svizzera di Numismatica, tutti i partecipanti alla consultazione sono favorevoli alla messa fuori corso della mo-

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