Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/3: Abrogazione dell'ordinanza esecutiva del 20 giugno 1930 della legge federale per la lotta contro la tubercolosi. Revisione dell'ordinanza concernente i provvedimenti del Servizio sanitario di confine · 8 pagine

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5. Pareri espressi sui singoli articoli del progetto di revisione dell’ordinanza del DFI concer-

nente i provvedimenti del Servizio sanitario di confine

Art. 1.

Secondo la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità, le «malattie trasmissibili» citate al capoverso 1 sono limitate all’HIV/AIDS del capoverso 2. Le «informazioni sulle vaccinazioni» menzionate al capoverso 2 non sono sufficientemente chiare né descritte nel Rapporto esplicativo: ciò lascia un ampio margine d'interpretazione che a sua volta potrebbe tradursi in un’applicazione differente in luoghi diversi.

Secondo il Cantone AG non si può, per mancanza di esperienza, dimostrare l’efficacia di un’informazione sull’HIV/AIDS destinata ai richiedenti l’asilo e dunque non bisognerebbe sancirla nell’ordinanza. Allo stesso modo, non vi sono prove che la rinuncia alla prima dose di vaccino somministrata al confine sia un provvedimento più efficace e più efficiente. Sarebbe stato opportuno prevedere alcune fasi di prova.

Art. 2.

Per la CDS non è chiaro cosa s’intenda per «interrogare» ed «esaminare» con riferimento alla tubercolosi né tantomeno con «stato generale di sanità», dal momento che non si devono effettuare esami medici.

TG chiede di completare l’articolo 2 con un’interrogazione e una valutazione sull’HIV/AIDS, nonché con esami più approfonditi. I test, peraltro, dovrebbero essere facoltativi.

Per la Lega polmonare svizzera questo articolo dovrebbe stabilire che gli esami più approfonditi vanno affidati soltanto a medici con esperienza in tubercolosi. Eventualmente, si potrebbe chiarire tale aspetto anche nelle istruzioni tecniche.

Art. 3

La Lega polmonare svizzera chiede di cancellare l’aggiunta «se necessario» perché verrà istituito un gruppo di lavoro permanente.

Art. 6

La Lega polmonare svizzera chiede di far dipendere la data dell’entrata in vigore dai lavori di preparazione.

6. Commenti al rapporto esplicativo

Il Cantone LU è fondamentalmente d’accordo dal profilo specialistico-epidemiologico, ma critica il fatto di essere messo davanti al fatto compiuto.

Secondo la CDS i provvedimenti previsti per modificare il Servizio sanitario di confine «talvolta non sono presentati né motivati adeguatamente nel Rapporto esplicativo». In particolare, il tema delle vaccinazioni assume un’importanza fondamentale. In tal senso, quando l’UFSP afferma che non vi è un motivo imperativo per procedere alle vaccinazioni già al confine, secondo la CDS manca una presa di posizione della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV).

Il Cantone AG lamenta che non è dato sapere come la Confederazione utilizzerà i mezzi risparmiati né come «procurerà ben più ampi benefici sotto il profilo della salute». I progetti di revisione non sono maturi.

Il Cantone BS fa notare che probabilmente non si è verificato un aumento dei casi di TBC presso la popolazione svizzera proprio grazie agli esami radiologici.

Il Cantone Neuchâtel rammenta che uno degli esempi citati non corrisponde al vero: NE, infatti, abolì gli esami obbligatori nelle scuole già nel 1995.