Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine
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to riduttivo. JU mette in discussione la correlazione tra ubriachezza puntuale e consumo problematico di alcol, sottolineando che si sarebbe ignorata l’abitudine dei giovani di consumare alcol per piacere. La maggior parte delle considerazioni degli attori che operano nel settore delle dipendenze e della salute si allineano a quelle dell’UFSP.
Una minoranza dei partecipanti, in particolare rappresentanti del settore, condivide ma con
riserve l’analisi della situazione effettiva presentata dall’UFSP (7 su 71). Dettaglianti, GastroSuisse e hotelleriesuisse obiettano che la popolazione è consapevole degli effetti negativi legati al consumo di alcol, come dimostrerebbe infatti il calo del consumo. L’alcol è comunque una componente radicata nella nostra cultura (CI CDS, Coop, Denner) e in un’offerta enogastronomica di elevata qualità (hotelleriesuisse). Si fa inoltre valere che i negozi dei distributori di benzina soddisfano le esigenze di una popolazione mobile (Unione petrolifera), che il consumo eccessivo di alcol non è un problema nell’industria alberghiera tradizionale in ragione del controllo sociale e dei prezzi (GastroSuisse) e che il commercio al dettaglio non può assumersi la responsabilità delle lacune educative della società (Swiss Retail Federation).
Una minoranza dei partecipanti reputa insoddisfacente l’analisi della situazione effettiva (5 su 71; un partito, un’associazione giovanile e tre che si occupano di dipendenze e salute).
La fondazione Suchthilfe Aargau (ags) vorrebbe equiparare l’alcol alle altre droghe e mette sostanzialmente in discussione il fatto che sia descritto come un mezzo per rilassarsi e affrontare i problemi. La Regionale Beratungsstelle für Suchtfragen Rorschach sottolinea che il rapporto con l’alcol, proprio come con qualsiasi altro stupefacente, altro non è che uno specchio della nostra società dei consumi. Cambiare significherebbe anche interrogarsi sugli obiettivi e sui valori del consumo e discutere sul significato di termini quali misura e moderazione, ozio e stress, consumo e rinuncia. Il PEV e la Commissione federale per la prevenzione del tabagismo sostengono che la legislazione attualmente in vigore sia incomprensibile per i cittadini: articolata in una pluralità di leggi nazionali e cantonali, ostacola l’applicazione del diritto. Lo stesso dicasi per la legge sulle ferrovie, secondo cui le prescrizioni cantonali in materia di ristorazione non si applicano alle stazioni ferroviarie. Anche pro juventute ritiene che le basi legali vigenti non possano in alcun modo essere annoverate tra i punti forti della politica sull’alcol. Anzi, in questo settore si riscontrano lacune sostanziali.
Una minoranza dei pareri, espressi quasi esclusivamente da rappresentanti delle associazioni mantello dell’economia e del settore (eccezione: UDC), non condivide l’analisi della situazione effettiva elaborata dall’UFSP (16 su 71). Le osservazioni dello stesso UFSP sono giudicate errate o prive di fondamento scientifico. Analizzando oggettivamente i dati si rileverebbe infatti un notevole calo del consumo di alcol e dei decessi per incidenti stradali causati dall’alcol, a conferma del fatto che la politica svizzera sull’alcol non attraversa nessuna crisi, al contrario, si rivela del tutto vincente. L’UDC reputa ingiustificati l’attivismo e l’agitazione in seno all’UFSP, che ora si occupa anche di alcol. Sono inoltre in molti a criticare il paragone tra alcol e droghe illegali (Centre Patronal, Chambre vaudoise des arts et métiers, Communauté interprofessionnelle des vins de Genève, Federazione svizzera dei viticoltori).