Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 8Fedlex · Rapporto sui risultati

eine sinnvolle Alkoholpolitik (Comitato per una politica giudiziosa sull’alcol) , l’Unione padronale svizzera e l’Unione svizzera delle arti e mestieri deplorano in particolar modo i nuovi interventi nell’economia di mercato e le restrizioni della libertà individuale dell’intera popolazione, chiedono l’attuazione coerente della legislazione e delle disposizioni in vigore, criticano il fatto che questo PNA non tenga conto degli sforzi compiuti finora nel settore interessato e non contenga informazioni più precise sul finanziamento. Si dicono tuttavia disposti a collaborare alla risoluzione dei problemi esistenti in materia di tutela della gioventù, individuazione precoce dell’abuso di alcol da parte dell’individuo e rafforzamento dell’autoresponsabilizzazione nonché ad incentivare misure mirate in questi ambiti, purché economicamente sostenibili. Il Centre Patronal boccia in generale l’elaborazione di un programma nazionale sull’alcol, considerato inutile e inopportuno poiché la tematica riguarderebbe soltanto una piccola percentuale della popolazione e la legislazione attuale sarebbe sufficiente. Necessità ed efficacia del programma sarebbero ancora tutte da dimostrare, senza contare che la questione non sarebbe interamente di competenza della Confederazione.

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La maggioranza del settore (agricoltura, industria di trasformazione, commercio) sostiene

solo alcune parti del PNA (14 su 19), mentre gli altri partecipanti lo respingono per intero (5 su 19). Il consenso parziale riguarda limitatamente la prevenzione comportamentale, mentre ad essere respinti sono soprattutto gli interventi nell’economia di mercato, i nuovi divieti e le leggi, in particolare quelli applicabili all’intera popolazione. Alcuni segnalano che in Svizzera, dove il costo della vita è altissimo, le aziende dovrebbero essere sgravate il più possibile da vincoli statali, specialmente dai carichi amministrativi e invitano piuttosto a salvaguardare la competitività internazionale. Da parte dei dettaglianti (Comunità d'interesse Commercio al dettaglio svizzero [CI CDS], Coop e Denner) viene fortemente criticato il fatto che a livello cantonale verrebbero applicate disposizioni diverse e che il PNA al vaglio rafforzerebbe ulteriormente il ruolo dei Cantoni quali attori principali, a scapito dell’auspicata implementazione in tutto il Paese di un programma nazionale uniforme.

Due dei cinque partecipanti che respingono il progetto non sono però contrari per partito preso a un programma nazionale, a condizione che sappia affrontare i problemi specifici - tra cui l’abuso di alcol da parte dei giovani - con misure efficaci, mirate ed economicamente sostenibili (Schweizerische Vereinigung der Markenspirituosen, Federazione svizzera dei liquori).

Tre dei cinque partecipanti che respingono il progetto – la Chambre vaudoise des arts et métiers, la Communauté Interprofessionnelle des Vins de Genève e la Federazione svizzera dei viticoltori

– bocciano sia il PNA nella versione proposta sia l’elaborazione in generale di un programma nazionale, considerato inutile e inopportuno poiché la tematica riguarderebbe soltanto una piccola percentuale della popolazione e la legislazione attuale sarebbe sufficiente a regolare la materia. Necessità ed efficacia del programma sarebbero ancora tutte da dimostrare, senza contare che la questione non sarebbe interamente di competenza della Confederazione.

1 Di seguito denominato Comitato dell’economia. È composto dall’Unione svizzera delle arti e mestieri, economiesuisse, l’Unione padronale svizzera, l’Unione svizzera dei contadini, GastroSuisse, hotelleriesuisse, Pubblicità Svizzera e l’Unione petrolifera. Alcuni degli attori che lo compongono hanno fornito anche pareri individuali.

2 Di seguito denominato «settore».