Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

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sulle strutture esistenti. Invita inoltre a dare la priorità all’esecuzione delle prescrizioni di legge vigenti, a informare e tutelare adolescenti e bambini, ad assolvere i compiti secondo il principio di sussidiarietà. Auspica infine che la politica sull’alcol punti maggiormente alla riduzione delle conseguenze negative del consumo di alcol per la sfera personale e la società. Dal canto suo, ZG non riesce a mettere a fuoco una strategia vera e propria e propone di inserire un capitolo a parte intitolato «strategia».

Una minoranza degli interpellati boccia la strategia (2 su 26): SVM e SSV/FSS non gradiscono che l’accento venga posto più sulla prevenzione strutturale che su quella comportamentale, poiché un consumo moderato e responsabile di alcol negli adulti non è nocivo per la salute. Il vero obiettivo di prevenzione dovrebbe pertanto essere quello di insegnare alle persone ad interagire con l’ambiente circostante consumando alcol con moderazione.

3.6 Pareri generali in merito agli obiettivi del PNA

Il PNA si prefigge sette obiettivi prioritari (A-G), suddivisi a loro volta in diversi sottobiettivi. Per misurarne il raggiungimento, sono stati formulati anche tre obiettivi di efficacia (outcome). Di seguito sono riassunti i pareri che forniscono un giudizio generale sugli obiettivi senza andare nello specifico di quelli prioritari e quelli di efficacia, mentre i pareri contenenti un’analisi dettagliata delle singole tipologie (prioritari, sottobiettivi e di efficacia) sono esaminati nei capitoli 3.6.1 e 3.6.2.

I pareri generali sono 29.

Una larga maggioranza tra coloro che hanno espresso un parere generale sugli obiettivi li approva senza riserve (25 su 29).

Una minoranza formula critiche (3 su 29). NE è favorevole alla definizione degli obiettivi, ma reputa quelli proposti non sufficientemente quantificabili e valutabili. Difficile inoltre immaginare, in taluni casi, come gli obiettivi possano essere realizzati con i mezzi a disposizione. Secondo la CFIG, dagli obiettivi formulati dovrebbe emergere con maggiore chiarezza che la politica sull’alcol è da intendersi come parte integrante di una politica globale contro le dipendenze: un comportamento di consumo problematico tra i giovani potrebbe rapidamente trasformarsi in una dipendenza. La CFIG avrebbe altresì auspicato che nell’elaborazione degli obiettivi si fosse discusso maggiormente sul ruolo degli attori provenienti dall’economia privata, i quali potrebbero appoggiare o vanificare le misure di prevenzione proposte. Radix Promozione della salute giudica in linea di massima corretti gli obiettivi, ma critica al contempo l’assenza di un riferimento chiaro al fatto che le politiche federali, cantonali e comunali siano parte di una politica coerente contro le dipendenze.

Un partecipante alla consultazione disapprova gli obiettivi. L’UDF chiede che ci si prefigga

apertamente l’obiettivo «niente alcol ai minori di 16 anni». Non basta sensibilizzare la società, la politica e l’economia: esse devono assumersi la loro responsabilità in termini vincolanti nella lotta contro l’alcolismo giovanile. Per perseguire l’obiettivo lodevole e urgente della riduzione del bin-