Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC
(2) Adattamento ai cambiamenti climatici
Anche la Svizzera, con il suo ambiente alpino particolarmente delicato, è toccata dai cambiamenti climatici e deve adottare misure adeguate per adattarsi al mutamento delle temperature, delle precipitazioni e del regime idrico. La Confederazione coordina già oggi le misure di adattamento al riscaldamento climatico nell’ambito della prevenzione dei pericoli naturali. Tuttavia, i rischi comportati da questo fenomeno non si traducono solo in un aumento dell’intensità e della frequenza di eventi estremi ma anche in cambiamenti meno evidenti come la diffusione di agenti patogeni o la mutazione del regime idrico che potrebbe compromettere la produzione agricola e idroelettrica. Si impone pertanto un’analisi globale della vulnerabilità di società ed economia. Bisogna valutare i rischi, elaborare e applicare provvedimenti adatti. L’adozione di misure di adattamento mirate può ridurre notevolmente l’entità dei danni, ma per evitare doppioni serve un coordinamento tra Confederazione, Cantoni e privati.
(3) Ricerca e innovazione
L’attuale stato della tecnica non è sufficiente per risolvere il problema dei cambiamenti climatici. La ricerca e l’innovazione sono quindi fondamentali per sviluppare tecnologie ecologiche e per rafforzare la competitività della Svizzera. Il Consiglio federale intende promuovere tra l’altro la realizzazione di impianti pilota e di dimostrazione come pure le analisi del potenziale di efficienza nelle aziende. A livello internazionale è importante il trasferimento di tecnologia ai Paesi in via di sviluppo.
(4) Finanziamento
Nella variante «obiettivi climatici vincolanti», l’industria privata può coprire una parte dell’impegno di riduzione acquistando certificati esteri. Il quantitativo di certificati e i costi corrispondenti dipendono dalle decisioni dell’industria privata. Se l’obiettivo di riduzione passa dal 20 al 30% entro il 2020, lo sforzo di riduzione supplementare dovrà essere coperto con l’acquisto di certificati esteri. I costi per l’acquisto dei certificati esteri supplementari si aggirano, con i prezzi attuali, attorno ai 185 milioni di franchi all’anno. Questi costi potrebbero essere coperti con una parte dei proventi a destinazione vincolata della tassa di incentivazione. Nella variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica» si prevede l’acquisto di certificati esteri per circa 600 milioni di franchi che verranno finanziati dall’importatore e riversati sul consumatore finale sotto forma di un aumento dei prezzi.
Indipendentemente da queste due varianti, il Parlamento sta discutendo anche l’iniziativa parlamentare Hegetschweiler (02.473) che prevede la destinazione parzialmente vincolata dei proventi della tassa sul CO2 per il finanziamento di un programma di risanamento degli edifici. La CAPTE-CN ha deciso di entrare in materia. Questa modalità di finanziamento è prevista nella variante «obiettivi climatici vincolanti». Per la variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica» occorrerà invece trovare una modalità di finanziamento alternativa per portare avanti il programma dopo il 2012.
A prescindere dalle varianti, occorrono mezzi finanziari per un massimo di 20 milioni di franchi all’anno da destinare a misure mirate nel settore della ricerca e dell’innovazione. Questi mezzi potrebbero provenire dall’eventuale messa all’asta dei diritti di emissione. La Svizzera deve inoltre finanziare misure di adattamento e di riduzione all’estero nonché misure nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici.