Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 35Fedlex · Rapporto sui risultati

2.6.3 Rimunerazione unica per gli impianti fotovoltaici

La promozione attraverso aiuti agli investimenti anziché la rimunerazione per l’immissione di elettricità per gli impianti fotovoltaici con una potenza inferiore a 10 kW viene accolta favorevolmente da circa due terzi dei partecipanti alla consultazione. Al contrario, le organizzazioni ambientaliste e le associazioni di categoria vorrebbero mantenere la RIC. La misura viene approvata in particolare nel caso in cui i partecipanti sono convinti della sua efficacia e considerano semplice il relativo onere amministrativo. In alcuni casi si auspicano diversi modelli di passaggio e altri limiti di potenza. Viene inoltre sottolineato il fabbisogno di coordinamento con i sistemi regionali di sovvenzione esistenti.

Sostanzialmente tutti i Cantoni partecipanti, eccetto SG, approvano l’introduzione degli aiuti agli investimenti per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni. SO considera positivo in particolare uno snellimento del sistema basato sulla RIC. Grazie alle esperienze fatte, BS e AR confermano l’efficacia di una simile promozione per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni, spiegando come il programma di promozione preveda sufficienti incentivi per chi investe nella tecnologia fotovoltaica. AR propone inoltre di aumentare le dimensioni degli impianti da 10 a 30 kW, poiché la soglia per il rilevamento degli impianti e per l’obbligo della garanzia di origine corrisponde a 30 kW. Della stessa opinione anche TG. BL sottolinea come sia necessario evitare doppie promozioni. SG motiva il proprio rifiuto sostenendo che non sia sensato introdurre ulteriori misure di promozione.

La maggioranza dei partiti politici è a favore degli aiuti agli investimenti. Solamente il PLR, il PS e l’UDC sono scettici di fronte alla proposta. I Cantoni accolgono con favore un sensato snellimento del sistema basato sulla RIC che porti all’eliminazione della lista d’attesa, tuttavia hanno pareri discordanti circa la struttura dettagliata degli aiuti agli investimenti. Il PPD ritiene che non vadano finanziati gli impianti di potenza inferiore a 5 kW. PPD, pvl e PS vorrebbero innalzare il limite di 10 kW portandolo a 30 kW (pvl) oppure lasciare agli investitori la scelta del sistema di promozione per i propri impianti. In tal modo si eviterebbero effetti collaterali indesiderati (come le aree parziali). Il pvl propone di subordinare l’aiuto agli investimenti alla potenza, all’orientamento e al carico della rete. Il PEV chiede parità di trattamento per l’energia elettrica e per il calore prodotti da energia solare. ElCom e COMCO accolgono favorevolmente le misure proposte. L’ElCom auspica un chiarimento su come procedere nel caso di impianti appartenenti a diversi aventi economicamente diritto e realizzati o ampliati in periodi diversi (ad es. le abitazioni plurifamiliari).

Le associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna approvano gli aiuti una tantum per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni. L’UCS al contrario considera controproducenti i contingenti per gli impianti fotovoltaici. L’Associazione dei Comuni Svizzeri esprime timori circa la sicurezza giuridica degli impianti in lista d’attesa.

L’economia elettrica è favorevole agli aiuti una tantum agli investimenti per gli impianti fotovoltaici. Per AES e regioGrid è importante che non vi sia nessun’altra promozione, lo sviluppo avvenga in modo controllato e si accresca la sicurezza dell’approvvigionamento. CKW non condivide un sistema di net metering come alternativa agli aiuti agli investimenti; il saldo dei costi dell’economia energetica e dei costi di rete verrebbe trasferito, senza alcuna trasparenza, agli altri consumatori finali, a tutto vantaggio dei produttori. Anche Axpo si dichiara a favore soltanto degli aiuti una tantum. La DSV vorrebbe estendere la misura agli impianti di maggiori dimensioni (>10 kW). Altri soggetti considerano la misura adeguata anche per gli impianti di cogenerazione (IWB, Swisspower) e per i riscaldamenti (Swisspower).

La maggior parte delle associazioni economiche accoglie con favore l’alternativa alla RIC per i piccoli impianti fotovoltaici. Il motivo, come spiega Swissmem, è costituito dalle elevate spese che devono sostenere i piccoli impianti rispetto alla produzione di energia elettrica. Grazie all’esclusione dei piccoli impianti fotovoltaici dalla RIC si sbloccherebbe la coda degli investimenti e nel contempo ci si concentrerebbe sugli impianti di maggiori dimensioni. Questa strategia nasconde il rischio di un sistematico svantaggio dei piccoli gestori (GastroSuisse). La VPE si domanda tuttavia come possa essere finanziato nel lungo periodo questo strumento sostitutivo per gli impianti fotovoltaici. Le associazioni dei

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