Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 31Fedlex · Rapporto sui risultati
organizzazioni nell’ambito della politica energetica e associazioni di categoria concordano con gli obiettivi vincolanti, ma chiedono modifiche formali, ad es. una definizione il più possibile semplice e pragmatica delle modalità (CSEM). Inoltre si sostiene che i destinatari di queste misure non debbano essere le AAE, bensì i gestori di rete (AEE); ciò risulta particolarmente importante in vista
dell’imminente apertura del mercato (SES). Si propone inoltre di introdurre, oltre a un sistema di malus, anche un sistema di bonus, al fine di creare incentivi positivi (associazione NWA Svizzera). Questi riscontri fondamentalmente positivi non devono mettere in secondo piano la valutazione generale degli obiettivi, piuttosto negativa, espressa dalle organizzazioni nell’ambito della politica energetica e dalle associazioni di categoria. Anche questo gruppo critica prevalentemente il carattere interventista della misura (tra gli altri Kettenreaktion, IGEB), la sua incoerenza con il mercato liberalizzato (ad es. GGS), l’inammissibile ingerenza nella libertà imprenditoriale delle AAE (ACE tra gli altri), l’elevato onere esecutivo (ad es. GebäudeKlima, Swissolar) o l’orientamento unilaterale verso l’energia elettrica (tra gli altri Energieforum Nordwestschweiz). Critiche simili sulla struttura vengono avanzate anche dalle organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio che ad es. approvano sostanzialmente le prescrizioni sull’efficienza, ma non ne condividono la formulazione concreta. Anche in questo caso viene chiesto (tra gli altri da MpA, ffu, SVS, Umweltallianz) che l’assoggettamento all’obbligo non valga per le AAE ma per i gestori di rete e che non si consideri soltanto l’energia elettrica, bensì l’energia nel suo complesso (ad es. Myclimate, oeku). Altri partecipanti alla consultazione, come alcuni Comuni e aziende, rifiutano la misura proposta, come pure le Accademie svizzere delle scienze che suggeriscono l’introduzione di un sistema d’incentivazione anziché basato su certificati.
Rispetto agli obiettivi vincolanti le previste prescrizioni in materia di trasparenza vengono accolte positivamente dai partecipanti alla consultazione, ad esempio dalla maggioranza dei Cantoni. BE sottolinea ad es. l’importanza di una migliore base dati per il controllo dei propri risultati. Ma vengono menzionati anche altri aspetti, come il rispetto assoluto della protezione dei dati (AG, FR, SO). BS e BL auspicano la pubblicazione solamente dei dati già disponibili. JU e VS chiedono che non soltanto la Confederazione, ma anche i Cantoni abbiano accesso a questi dati. AR respinge la pubblicazione, in quanto lascia troppe questioni aperte. La misura viene giudicata sensata dal SAB, in quanto consentirebbe un benchmarking. L’Associazione dei Comuni Svizzeri approva sostanzialmente una maggiore trasparenza, ma auspica che i dati siano destinati solamente agli uffici pubblici e non a un vasto pubblico. Alcuni Comuni (ad es. Villigen) sottolineano come la pubblicazione non sia opportuna e comporti delle distorsioni (Pieterlen). Altri invece, ad es. Losanna, accolgono con favore la misura, ma ne evidenziano l’onere amministrativo.
Le previste prescrizioni sulla trasparenza vengono respinte dalla maggioranza delle imprese
dell’economia elettrica che esprimono preoccupazioni relative alla protezione dei dati, come pure all’elevato onere, non indennizzato (AEW Energie). Oltre ai costi e all’onere, da più parti viene messo in discussione anche il vantaggio e si avanza la possibilità di distorsioni (AES, DSV, RegioGrid, NetZulg, Energie Seeland, Energieversorgung Büren, EVK, EWJ, EWK Herzogenbuchsee, IBI IBM e altri). Elektrizitätswerke ZH ritiene sufficienti gli obblighi già esistenti in materia. Ebs sostiene che il rilevamento dei dati debba essere svolto dall’UST. Inoltre si menziona la possibilità che l’obbligo di pubblicazione possa indebolire la posizione di mercato e la competitività (EWZ). Inoltre, non riguardando allo stesso modo tutti i soggetti, tale obbligo creerebbe una disparità di trattamento (IB Aarau). Le prescrizioni sulla trasparenza vengono definite da alcuni come contrarie alle regole del mercato (AEG) e come una soluzione sproporzionata (Swisspower). La COMCO condivide in parte queste preoccupazioni. Un’eccessiva trasparenza può provocare delle distorsioni e influenzare negativamente la concorrenza. IWB non si oppone fondamentalmente alla pubblicazione, ma suggerisce che le imprese non siano obbligate a nuovi rilevamenti dei dati. Le associazioni dei consumatori approvano sostanzialmente una maggiore trasparenza: i dati vengono considerati indispensabili per garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. È necessaria tuttavia una semplificazione dei dati, al fine di renderli fruibili per i consumatori. Tra le associazioni mantello dell’economia non emerge un quadro
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