Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/72: Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), (equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie) · 7 pagine
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aumento delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto. Questa misura di controfinanziamento richiederebbe una modifica della Costituzione e quindi una votazione popolare;
rinuncia provvisoria alla compensazione degli effetti della progressione a freddo nell’ambito dell’imposta federale diretta sino a quando l’evoluzione del rincaro non avrà raggiunto il 5,8 per cento.
4. Risultati della consultazione
4.1 Indirizzo dell’avamprogetto
I partecipanti alla consultazione concordano sulla necessità di eliminare definitivamente la penalizzazione fiscale delle coppie sposate rispetto alle coppie di concubini. Il modello della «tariffa multipla con calcolo alternativo dell’imposta» viene tuttavia respinto da una grossa maggioranza dei partecipanti in quanto non è ritenuto una misura adeguata.
I Cantoni e la CDCF criticano le misure proposte e in particolare il modello della «tariffa multipla con calcolo alternativo dell’imposta» in quanto comporterebbero per i Cantoni ulteriori oneri amministrativi, sproporzionati rispetto alla loro utilità. Una procedura d’imposizione così complessa sarebbe in netta contraddizione con le esigenze di semplificazione del sistema fiscale e disorienterebbe e solleciterebbe oltre misura i contribuenti. Inoltre, il nuovo modello comporterebbe elevate perdite fiscali. Poiché partecipano all’imposta federale diretta, il progetto comporterebbe notevoli minori entrate anche per i Cantoni. D’altra parte bisognerebbe potenziare anche il personale in organico. Il nuovo modello non determinerebbe una forma di imposizione dei coniugi conforme alla Costituzione, ma in certi casi gravi nuove distorsioni. In particolare, il maggiore onere fiscale delle coppie sposate con reddito unico rispetto alle coppie sposate con doppio reddito non sarebbe oggettivamente giustificato, se non addirittura incostituzionale.
Tra i partiti, il modello proposto è accolto da PPD, PEV e PBD. L’UDC ritiene il nuovo modello una via percorribile, ma preferisce nettamente uno splitting totale o parziale. Il PLR e il PSS respingono le proposte del Consiglio federale e chiedono il passaggio all’imposizione individuale. Il PES respinge egualmente il progetto, giacché, da un lato, si limiterebbe a sgravare solamente i redditi elevati e, dall’altro, l’introduzione della deduzione per coniugi con reddito unico ostacolerebbe l’esercizio di un’attività lavorativa da parte delle donne.
Anche la preponderante maggioranza delle organizzazioni giudica inadeguato il nuovo modello, dal momento che accrescerebbe massicciamente il dispendio amministrativo e complicherebbe il sistema fiscale.
4.2 Impostazione del calcolo alternativo dell’imposta
La maggioranza dei partecipanti alla consultazione non concorda neppure con
l’impostazione concreta del modello del calcolo alternativo dell’imposta. Oltre alla complessità e alla mancanza di trasparenza del sistema come pure al netto aumento del dispendio amministrativo viene criticato il fatto che i rimedi giuridici risulterebbero notevolmente allungati e complicati. Inoltre, l’assegnazione a metà dei proventi non derivanti da attività lucrativa o da rendita potrebbe comportare a seconda dei casi differenze di onere non giustificate. La rinuncia ad applicare il calcolo alternativo dell’imposta ai contribuenti assoggettati alla fonte, ai contribuenti tassati secondo il dispendio o ai coniugi tassati solo parzialmente in Svizzera potrebbe dare adito a rimproveri di discriminazione. La prevista applicazione del calcolo al-