Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/72: Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), (equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie) · 7 pagine

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Una maggioranza preponderante di Cantoni, partiti e organizzazioni si è espressa molto criticamente nei confronti delle misure di controfinanziamento proposte. In particolare viene respinta fermamente e all’unanimità la traslazione del carico fiscale dall’imposta federale diretta all’imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, se il controfinanziamento dovesse essere attuato sul versante delle entrate attraverso una delle due varianti proposte, alcuni partecipanti alla consultazione potrebbero dichiararsi d’accordo con la rinuncia temporanea alla compensazione della progressione a freddo.

I Cantoni e la CDCF motivano la loro posizione contraria soprattutto con l’ulteriore carico fiscale che graverebbe in particolare sulle economie domestiche a basso reddito se l’imposta sul valore aggiunto venisse aumentata. Inoltre, ritengono inammissibile che la Confederazione preveda la neutralità di bilancio esclusivamente per sé e trasferisca ai Cantoni i costi di attuazione, ossia la quota del 17 per cento sull’imposta federale diretta, senza compensazione. I costi di attuazione dovrebbero essere sostenuti dalla Confederazione, senza che questa trasferisca gli oneri ai Cantoni. Questo sarebbe ancora più vero considerando che i Cantoni non trarrebbero alcun vantaggio da un controfinanziamento attuato mediante l’imposta sul valore aggiunto, ma verrebbero gravati ulteriormente. Visto l’attuale basso tasso di rincaro, un controfinanziamento attuato attraverso la rinuncia alla compensazione della progressione a freddo esplicherebbe i propri effetti soltanto in capo a molti anni. Non sarebbe quindi conforme al freno all’indebitamento e richiederebbe maggiori tagli sul versante delle uscite.

Tra i partiti, il PBD è favorevole alla rinuncia temporanea della compensazione degli effetti della progressione a freddo. Il PPD sostiene che le coppie sposate avrebbero pagato, in modo incostituzionale, troppe imposte per molti anni. La perdita di entrate per i Cantoni e la Confederazione causata dalla riforma sarebbe quindi il frutto di un provvedimento volto a eliminare un’iniquità. Non si tratterebbe pertanto di minori entrate, bensì della rinuncia a maggiori entrate di natura incostituzionale. Il PPD è quindi contrario al controfinanziamento. Secondo il PLR, che respinge entrambe le varianti proposte, la riforma deve essere finanziata necessariamente ed essenzialmente con tagli alle uscite. Il PS ritiene adeguato soltanto un controfinanziamento della riforma effettuato attraverso un innalzamento generale del livello di imposizione fiscale sia per le persone fisiche sia per le persone giuridiche. Secondo l’UDC, le perdite potrebbero essere compensate soltanto risparmiando su altre voci di bilancio, e in particolare bloccando l’eccessiva crescita delle uscite che si registra in diversi dipartimenti e settori di compiti. Il PEV propone un incremento generale dell’imposta federale diretta. Il PES è del parere che il controfinanziamento attuato mediante aumento dell’imposta sul valore aggiunto colpirebbe prevalentemente i redditi medi e bassi. Allo stesso modo, la proposta di ridurre a breve termine le uscite e di non compensare a medio termine gli effetti della progressione a freddo nell’ambito dell’imposta federale diretta comporterebbe maggiori oneri per le economie domestiche normali.

4.7 Ulteriori osservazioni

Sulla base della valutazione delle proposte del Consiglio federale, 14 Cantoni, l’UDC e 8 organizzazioni sollecitano, in luogo del modello della «tariffa multipla con calcolo alternativo dell’imposta», l’introduzione a livello federale del sistema dello splitting. Eventualmente potrebbe essere preso in considerazione anche un sistema equilibrato di tariffa doppia. Anche la CDCF condivide il parere secondo cui un’imposizione congiunta dei coniugi, attraverso la tariffa doppia o lo splitting, permetterebbe di ottenere soluzioni ragionevoli, sostenibili e costituzionali.

Il PLR, il PS e 6 organizzazioni sostengono come unica soluzione possibile la tassazione individuale indipendente dallo stato civile. Essa sarebbe l’unico modo per eliminare i continui tentativi di intervenire per correggere e compensare le disparità di onere fiscale tra le diverse tipologie di economie domestiche con la stessa capacità economica.