Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/104: Legge federale sul Centro per la qualità nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie · 248 pagine

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Il PS sostiene gli obiettivi della Confederazione e sottolinea che la fondazione di un Centro nazionale per la qualità rappresenterebbe una parte della Strategia Sanità2020 definita dal Consiglio federale e soddisferebbe uno degli obiettivi fissati nei campi d’azione. Per il PS la Svizzera può in questo modo recuperare il ritardo rispetto ad altri Stati che hanno già avviato programmi simili e permettere alla popolazione di accedere a prestazioni mediche d’eccellenza e a cure più efficaci. In tal senso il progetto va dunque nella direzione giusta e pone gli interessi dei pazienti al centro degli sforzi. Il catalogo dei compiti viene approvato, nonostante il rapporto esplicativo presenti lacune in merito alle informazioni su trasparenza e coordinamento, che andrebbero migliorate. Il PS ritiene che i nuovi compiti andrebbero affrontati di concerto con gli ambienti specializzati nel settore della ricerca medica e sociale. Il Centro dovrebbe altresì confrontarsi in modo più approfondito con le strutture di assistenza e non limitare le sue attività all’ambito della LAMal. Le competenze del Centro devono essere ampliate affinché sia assicurata la funzione di regolamentazione e le raccomandazioni abbiano un carattere vincolante. Il maggior peso dell’HTA nella valutazione delle nuove tecnologie è ritenuto centrale.

PS60+ respinge l’avamprogetto e dubita che gli obiettivi prefissati possano essere raggiunti con la creazione di un Centro. Un tale istituto ha senso soltanto se, tra le altre cose, è competente per dirigere, controllare e infliggere sanzioni. Per ottenere miglioramenti della qualità, occorre innanzitutto investire nel personale per l’assistenza ai pazienti, perché la migliore garanzia di un’assistenza sanitaria di buona qualità è un personale ben formato. PS60+ ritiene che l’obbligo dei Cantoni di definire prescrizioni vincolanti in materia di qualità nei confronti dei fornitori di prestazioni dovrebbe essere rafforzato. L’importanza ascritta al settore di lunga degenza sarebbe insufficiente, i campi d’azione troppo ristretti e il settore della migrazione non sarebbe considerato.

Il PLR respinge il progetto di legge e quindi anche il Centro in quanto costosa struttura parallela e individua l’approccio corretto nella soluzione di rete. Negli ultimi dieci anni il settore della garanzia della qualità ha compiuto notevoli progressi. Il PLR ritiene che un Centro per la qualità soppianterebbe i progetti in corso, soffocando le innovazioni in questo importante settore. La realizzazione proposta solleva perplessità in merito alla questione dei costi. Inoltre, si creerebbero doppioni invece di sfruttare le sinergie. L’approccio top down è destinato a fallire. L’UFSP viene esortato ad adeguare la propria organizzazione in modo da soddisfare finalmente gli obblighi legali nel quadro degli articoli 22a, 32-33, 36-40 e 58 LAMal. A tal fine non sarebbe necessaria una nuova legge, ma sarebbe sufficiente adeguare o integrare la LAMal, fondandosi su misure e attività dei portatori d’interessi già esistenti e dimostratesi efficaci (consenso Swiss HTA). In tal senso la Confederazione avrebbe una chiara competenza decisionale (decisione).

L’UDC ritiene che questo impegno inefficace e centralistico e un apparato di controllo tecnocratico vadano rifiutati con decisione. Termini come qualità, sicurezza ed economicità non devono illudere e distogliere dal fatto che con questo progetto la Confederazione intende perseguire un’ulteriore nazionalizzazione e standardizzazione, realizzata a spese di chi paga i premi e le imposte senza un ritorno di valore aggiunto. In merito agli obiettivi fondanti dell’avamprogetto non vi sarebbe nulla da obiettare, ma il percorso intrapreso per raggiungerli è quello sbagliato. Invece di seguire una tendenza statalista e centralistica, creando nuove e confuse competenze attraverso nuove leggi, la Confederazione dovrebbe assumersi le competenze che la LAMal già ora le attribuisce. Un Centro, in quanto struttura parallela, reprimerebbe l’impegno in materia di qualità già in corso e rivelatosi in larga parte molto efficace. I ruoli e i compiti formulati in modo aperto porterebbero a un ampliamento dell’attività di controllo. Le misure previste non ridurrebbero i costi, ma li farebbero aumentare. Ulteriori prescrizioni e misurazioni superflue porterebbero alla mancanza di risorse finanziarie e di personale, per esempio nell’assistenza ai pazienti, o a un ulteriore aumento dei costi. Andrebbero invece promosse l’autoresponsabilità e una sana concorrenza.

2.1.7 Altre istituzioni del settore sanitario

(ANQ, BFG, CSCQ, Caritas Schweiz, CardioVasc Suisse, EQUAM, Gesundheitsförderung Schweiz, Institute for Innovation & Valuation in Health Care, Kalaidos Fachhochschule Gesundheit, Krebsliga Schweiz, Swiss Medical Board, Medical Woman Switzerland, PULSUS, QualiCCare, QUALAB, Strategic Advisory Board,

SAMW, Swissnoso, Patientensicherheit Schweiz, sQmh, SRK, SSR, VASOS, FSP, labmed, EVS, SVBG,

SSO, SVDE, pharmaSuisse, SDV, Verein Komplikationenliste VKL, K/SBL, ARLD, physioswiss, FAMH, Verein zur Förderung der Neurovegetativen und Ganzheitlichen Gesundheit)