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Consultazione 2013/113: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2016-2019 (messaggio sulla cultura) · 128 pagine
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multiopzionale» si crea una nuova diversità di forme di vita. Il pubblico culturale diventa quindi sempre più eterogeneo e le aspettative e le esigenze per quanto riguarda l’offerta culturale divergono sempre più. Il pubblico culturale legato alle certezze della tradizione è diventato un pubblico eterogeneo, con comportamenti e gusti culturali difficili da prevedere. L’offerta culturale risulta quindi in forte competizione con le altre offerte per il tempo libero.
– L’urbanizzazione porta all’aumento del numero di Comuni e alla creazione di agglomerati sempre più grandi. Solo il 25 per cento circa della popolazione svizzera vive oggi in comuni rurali. Le città assistono a un ripopolamento e diventano centri ad alta concentrazione di industrie creative. L’offerta culturale nelle zone rurali, invece, va scomparendo. La pressione dello sviluppo e la frammentazione degli insediamenti compromettono la qualità strutturale dell’ambiente edificato. Negli agglomerati urbani, la compattazione e il risanamento energetico aumentano la pressione sugli edifici e impianti storici e sul patrimonio archeologico e rappresentano una sfida per la cultura architettonica.
Le misure concrete con cui la Confederazione risponderà alle sfide legate alle tendenze illustrate qui sopra sono descritte nel numero 1.6 in generale e nel numero 2 nello specifico per i diversi ambiti culturali.
1.5 Approcci per una politica culturale nazionale
Gli sviluppi descritti nel numero 1.4 pongono la politica culturale svizzera di fronte a sfide che interessano parimenti tutti i livelli statali e richiedono risposte comuni:
I megatrend rappresentano incisivi sviluppi sociali e comportano cambiamenti fondamentali a tutti i livelli, dalla produzione al consumo della cultura. Come esempio esplicativo si possono citare i ribaltamenti determinati dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione in ambito letterario: per quanto riguarda la produzione, gli autori si orientano sempre più verso l’autopubblicazione e rinunciano a pubblicare le proprie opere con le classiche case editrici. All’interno di queste ultime, inoltre, si assiste a un processo di concentrazione e aggiustamento del mercato sempre più forte. Per quanto riguarda la distribuzione, le librerie on–line acquisiscono quote di mercato crescenti, a scapito delle librerie tradizionali. I libri elettronici conquistano sempre più pubblico. Questi sviluppi, qui citati solo sommariamente, lasciano tracce profonde nel panorama letterario svizzero e compromettono, per citare solo un esempio, l’esistenza della stessa editoria svizzera e, di conseguenza, la qualità e diversità della produzione letteraria del Paese. Se la promozione culturale svizzera vuole accettare questi cambiamenti, attutirne le conseguenze negative a livello politico e sfruttare le possibilità connesse, allora è necessario un intervento comune da parte degli attori principali a tutti i livelli statali. In ogni caso è chiaro che gli sviluppi descritti sono troppo estesi per poter essere influenzati dai progetti di un singolo promotore culturale.
Nonostante questa constatazione, nella promozione della cultura manca ancora una concertazione programmatica, salvo alcune eccezioni, tra i diversi attori statali. Tutti i livelli statali al momento dispongono delle proprie politiche culturali e delle proprie strategie di promozione della cultura. I cambiamenti descritti rendono tuttavia più necessario che mai lo sviluppo di risposte comuni da parte del settore pubblico alle sfide comuni che si pongono, al fine di creare una politica culturale nazionale. Questa collaborazione può anche contribuire a migliorare la coesione sociale e rafforzare l’identità nazionale.