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Consultazione 2013/113: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2016-2019 (messaggio sulla cultura) · 128 pagine

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Affari internazionali

L’UFC rappresenta la Svizzera in seno a organizzazioni internazionali (p. es. l’International Centre for the Study for the Preservation and Restoration of Cultural Property ICCROM) e l’ha rappresentata, dal 2010 al 2013, nel Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO, congiuntamente al DFAE e all’UFAM. Presso questa organizzazione, la Svizzera si è guadagnata una posizione di alto riconoscimento per il suo contributo alle competenze specialistiche e il suo ruolo di partner aderente agli obiettivi principali della Convenzione sul patrimonio mondiale.

Sfide

Negli anni a venire, l’ambito della protezione del patrimonio culturale e dei monumenti storici focalizzerà l’attenzione su tre sfide centrali: il cambiamento della politica energetica e della pianificazione del territorio, l’insufficienza delle risorse necessarie ad attuare una politica dei monumenti storici sostenibile e la scarsa sensibilizzazione della società verso le questioni legate all’archeologia e alla tutela dei monumenti storici.

La crescita della popolazione residente in Svizzera e del relativo fabbisogno in termini di superficie abitabile e mobilità influenza in misura preponderante lo sviluppo degli insediamenti e dei paesaggi. Le ripercussioni negative dell’inarrestabile pressione urbanistica, quali la progressiva e selvaggia urbanizzazione del territorio e l’insoddisfacente qualità architettonica di diversi edifici di nuova costruzione, interessano in larga misura anche gran parte della popolazione. La limitazione delle aree urbane e il conseguente sviluppo centripeto costituiscono le nuove premesse per il futuro dell’ambiente edificato. Questo implica importanti sfide sul piano politico, tecnico ed economico, ma anche opportunità di sviluppo in termini qualitativi degli aspetti territoriali e socioculturali. Inoltre, nei prossimi decenni dovrà compiersi la svolta energetica, che influenzerà anche direttamente la disposizione e l’utilizzo di edifici, insediamenti e infrastrutture. L’attività edilizia ha una valenza culturale di rilievo; qualsiasi intervento edilizio o pianificatorio che modella l’ambiente è espressione della cultura architettonica. In tale ambito, l’atteggiamento verso il patrimonio (storico) non è scindibile dalla produzione contemporanea. Una cultura architettonica di valore consente di creare uno spazio vitale di qualità elevata, sfrutta l’ambiente edificato in modo sostenibile e rafforza la coesione e l’identità sociali. Nella sua risposta al postulato 12.3658 CSEC-N Cultura edilizia contemporanea nel messaggio sulla cultura 2016–2019, il Consiglio federale ha dichiarato l’intenzione di appurare se la cultura architettonica contemporanea possa essere promossa nel quadro della protezione del patrimonio culturale e dei monumenti storici. Il presente messaggio sulla cultura aspira a comprendere una cultura architettonica che nell’opera attuale riunisce elementi passati e futuri dell’ambiente edificato; oltre alla tutela dei monumenti storici e all’archeologia, il messaggio tiene conto anche delle opere di costruzione e di pianificazione contemporanee.

Particolare importanza è attribuita alla cura degli insediamenti rappresentativi dell’identità territoriale, dei siti archeologici, dei singoli oggetti e dei complessi meritevoli di conservazione. I Cantoni giudicano insufficienti i mezzi finanziari a disposizione per opere di restauro e misure nell’ambito dell’archeologia. Già nel messaggio sulla cultura 2012–2015 si era stimato un fabbisogno finanziario di oltre 100 milioni di franchi all’anno, importo che supera di gran lunga le possibilità economiche della Confederazione.33 I sussidi federali che la Confederazione eroga ai Cantoni per conservare oggetti meritevoli di protezione sono progressivamente calati nell’ultimo decennio. Questo è dovuto in particolare alla soppressione dei supplementi di capacità finanziaria, sostituiti da pagamenti di compensazione non vincolati

33 FF 2011 2701, in particolare pag. 2730