Rapporto breve
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 4 pagine
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Sintesi
Complessivamente sono pervenuti 120 pareri, dai quali è emerso che la CdC/CDFC, tutti i Cantoni, la stragrande maggioranza dei partiti e le altre organizzazioni riconoscono la necessità di intervenire in questo ambito e ritengono sostanzialmente corretto e opportuno l’orientamento strategico proposto dal Consiglio federale.
La stragrande maggioranza dei partecipanti alla consultazione condivide l’avviso del Consiglio federale secondo cui gli statuti fiscali cantonali non saranno più accettati a livello internazionale. Si teme dunque che altri Stati adottino contromisure nei confronti delle imprese svizzere. L’incertezza del diritto riduce la certezza della pianificazione per le imprese coinvolte in Svizzera e, in ultima istanza, compromette l’attrattiva della Svizzera come piazza imprenditoriale. L’abolizione degli statuti fiscali cantonali è dunque approvata in quasi tutti i pareri.
Tra i partecipanti alla consultazione riscuote un consenso molto ampio l’introduzione di un licence box a livello cantonale. Nella sua configurazione è opportuno in particolare tenere conto degli sviluppi internazionali in atto. La CdC/CDFC, i Cantoni e la maggioranza delle associazioni mantello dell’economia chiedono l’introduzione di un licence box dal tenore più ampio possibile all’interno dei limiti accettati dall’OCSE e nella variante prevista vorrebbero agevolare fiscalmente altri diritti su beni immateriali.
Gli adeguamenti nell’ambito dell’imposta sul capitale sono giudicati molto positivamente dai partecipanti alla consultazione. L’imposizione ridotta del capitale proprio, riconducibile a partecipazioni, diritti su beni immateriali e mutui, è ritenuta in grado di promuovere la piazza ed è accolta favorevolmente, ad esclusione dei partiti di sinistra e di alcuni sindacati.
La stragrande maggioranza è favorevole anche alla regolamentazione riguardante lo scioglimento di riserve occulte, distinguendo tra lo scioglimento delle riserve occulte in caso di abolizione degli statuti fiscali cantonali e le altre fattispecie. Lo scioglimento delle riserve occulte in caso di abolizione dello statuto fiscale cantonale è riconosciuto in linea di massima come opportuno, tuttavia l’impostazione prevista nella consultazione crea determinati problemi tecnici, in particolare in riferimento agli standard contabili internazionali. Secondo la maggioranza dei partecipanti alla consultazione questi problemi devono essere risolti affinché lo scioglimento delle riserve occulte in caso di abolizione degli statuti cantonali possa esplicare i suoi effetti. Una minoranza, contraria alla misura – prevalentemente Cantoni, partiti locali e associazioni della Svizzera occidentale – dubita che la misura sia accettata a livello internazionale. Inoltre la CdC/CDFC, il PLR, il PPD, economiesuisse, SwissHoldings e altri chiedono che sia accordata ai Cantoni la libertà di impostare la misura, affinché non venga loro inutilmente ridotto il margine di manovra per ridurre l’imposta sull’utile. Lo scioglimento delle riserve occulte nelle altre fattispecie viene appoggiato dalla stragrande maggioranza e senza critiche sostanziali.
Per l’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media emerge una discrepanza tra i Cantoni e la maggioranza dei partiti, le associazioni e le organizzazioni nonché gli altri partecipanti alla consultazione. Per motivi di politica finanziaria e a seguito della scarsa efficacia i Cantoni rifiutano l’introduzione di un’imposta sull’utile con deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media. Alcuni partiti e un’importante minoranza delle associazioni/organizzazioni nonché degli altri partecipanti alla consultazione si oppongono alla misura, poiché non concorda con gli obiettivi formulati. La maggioranza dei partiti, delle associazioni mantello dell’economia, delle associazioni e degli altri partecipanti alla consultazione è favorevole all’introduzione, giustificandola soprattutto con considerazioni sistematiche e con il rafforzamento della piazza nell’ambito delle attività di finanziamento.