Rapporto breve
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 4 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 3Fedlex · Rapporto sui risultati
Un quadro analogo si delinea nell’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio. La maggior parte dei Cantoni ritiene che questa misura non sia prioritaria. Preferirebbe infatti che la Confederazione rinunciasse all’abolizione e facesse confluire ai Cantoni le risorse in questo modo liberate per finanziare le riduzioni dell’imposta sull’utile. Viene inoltre deplorato che non esista alcun nesso con il mantenimento della mobilità delle basi fiscali. I partiti borghesi e le associazioni mantello dell’economia sono invece prevalentemente a favore dell’abolizione. Questa opinione è condivisa da circa la metà degli altri partecipanti alla consultazione.
Gli adeguamenti della compensazione delle perdite e della deduzione per partecipazioni
sono bocciati a larga maggioranza. Il rifiuto è giustificato soprattutto dal fatto che questa misura non avrebbe alcun nesso diretto con gli obiettivi della RI imprese III. In particolare, in merito alla deduzione per partecipazioni, molti partecipanti alla consultazione auspicano che il Consiglio federale segua questa tematica separatamente. I Cantoni e numerose associazioni rifiutano risolutamente anche la regolamentazione proposta, concernente l’assunzione delle perdite finali di altre società del gruppo.
Gli adeguamenti della procedura di imposizione parziale sono respinti dagli esponenti dell’economia e dai partiti borghesi con l’indicazione che l’imposizione dei detentori di quote non deve rientrare nella RI imprese III. La maggioranza dei Cantoni caldeggia la semplificazione dello sgravio a livello di base di calcolo e la limitazione dello sgravio al 30 per cento. D’altro canto viene respinta l’abolizione della quota minima di partecipazione del 10 per cento. Anche i partiti di sinistra e i Verdi sono contrari a questa misura ma vogliono abolire del tutto la procedura di imposizione parziale.
L’introduzione di un’imposta sugli utili da capitale applicata ai titoli è respinta quasi all’unanimità. Nella maggior parte dei pareri contrari viene sottolineato che la misura sarebbe nociva per la piazza svizzera e quindi in contraddizione con gli obiettivi della RI imprese III. I Cantoni deplorano inoltre che la riscossione dell’imposta comporti un onere amministrativo molto elevato. Altri argomenti ricorrenti, contrari all’introduzione di un’imposta sugli utili da capitale, sono l’imposizione del substrato patrimoniale con l’imposta cantonale sulla sostanza, il netto rifiuto nel 2001 di un’imposta sugli utili da capitale da parte del sovrano in votazione popolare e, di conseguenza, il rischio politico per l’intero progetto di riforma in caso di mantenimento della misura, il dispendio legato alla riscossione, la volatilità delle entrate e la carente redditività. Solo i Cantoni BE e BS, i partiti di sinistra e i Verdi e poche associazioni sostengono l’introduzione di un’imposta sugli utili da capitale applicata ai titoli.
Nell’ottica di altre misure di politica fiscale, 37 partecipanti alla consultazione, tra cui 7 Cantoni nonché economiesuisse e SwissHoldings, chiedono l’introduzione di sgravi fiscali per le attività di ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. L’esame e l’introduzione di un’incentivazione fiscale dell’input sono auspicati soprattutto nel caso in cui a livello internazionale venga accettata soltanto una variante restrittiva del licence box, riducendo quindi l’ambito di applicazione di quello previsto. Venti partecipanti alla consultazione, tra cui 7 Cantoni ed economiesuisse, raccomandano inoltre l’introduzione di un’imposta sulla stazza. Tra le numerose altre misure proposte nei pareri non si delineano importanti minoranze. Al contrario, viene spesso espressa la critica secondo cui l’avamprogetto sia sovraccarico, per cui si propone di stralciare le misure di politica fiscale che non abbiano un nesso diretto con l’abolizione dello statuto fiscale cantonale.
La stragrande maggioranza dei partecipanti alla consultazione auspica che la Confederazione lasci ai Cantoni un margine di manovra in ambito di politica finanziaria. Solo quasi la metà dei pareri ricevuti riguarda la dotazione e le modalità della compensazione verticale, gran parte dei quali è favorevole a un aumento del volume. In concreto, i Cantoni propongono di aumentare la quota cantonale all’imposta federale diretta al 21,2 per cento. Per quanto riguarda il tipo della compensazione verticale le opinioni sono divise: poco più della metà dei