Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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4.2.1 Principio e impostazione della flessibilizzazione
I partecipanti che si sono espressi sul principio della flessibilizzazione vi sono assolutamente favorevoli. Lodano l’innovatività delle nuove opzioni previste (quali la riscossione parziale della rendita), in quanto agevolano un pensionamento meno brusco o rappresentano un incentivo al proseguimento dell'attività professionale. Emergono tuttavia anche non poche riserve inerenti all'attuazione nel mondo del lavoro o timori da parte dei Cantoni rispetto all'aumento delle spese per le PC o l'amministrazione. In alcuni casi, il sistema della riscossione parziale della rendita proposto nell'AVS è giudicato oneroso a livello amministrativo; l'USAM lo respinge chiaramente. Singoli partecipanti criticano anche la possibilità di riscuotere le prestazioni di vecchiaia della previdenza professionale in tre tappe. I partecipanti alla consultazione si sono espressi inoltre sull'età minima e su quella massima (62 e 70 anni), auspicando in qualche caso una flessibilizzazione tra i 60 e i 70 anni. Per la questione dell'età minima per l'anticipazione delle prestazioni di vecchiaia nella previdenza professionale si rimanda al capitolo 4.2.2. L'abolizione dell'obbligo contributivo AVS in caso di riscossione anticipata di una rendita intera è approvata da tutti i partecipanti, ad eccezione delle casse di compensazione; per quanto riguarda la soppressione della franchigia per i beneficiari di rendita, prevalgono i pareri favorevoli.
Cantoni
La flessibilizzazione della riscossione della rendita riscontra il consenso della maggior parte dei Cantoni che si sono espressi in merito (BL, AI, BE, BS, SO, AG, ZH, TG, OW, GL, FR, SH, SG, GR, TI, VD e GE) e talvolta viene addirittura indicata come l'elemento centrale della riforma. Questi Cantoni accolgono favorevolmente le possibilità proposte per la riscossione della rendita, in quanto esse rispondono a un bisogno della società e ai desideri dell'economia. BL propone di fissare a 60 anni l'età minima per la riscossione della rendita, per dare maggior libertà organizzativa ai singoli individui e lasciare un margine di azione più ampio per la ricerca di soluzoni concertate dai partner sociali. Dai pareri pervenuti emergono però anche riserve sugli eventuali oneri finanziari supplementari a carico dei Cantoni, in particolare per le PC (AI, BE e BS). Per SO occorre anche tenere presente, ed eventualmente evitare, l'incremento delle spese di esecuzione presso le casse di compensazione. Per BE e BS sono decisive le regole di coordinamento per il calcolo delle PC (in caso di riscossione anticipata di una parte della rendita va computata la rendita intera). Alcuni Cantoni (tra cui AG) rilevano anche le difficoltà dei lavoratori più anziani e chiedono misure per l'integrazione degli ultracinquantenni nel mercato del lavoro. VS, SZ e TG auspicano una semplificazione delle modalità di riscossione della rendita in caso di anticipazione e rinvio. VS ritiene che gli istituti di previdenza debbano essere liberi di rispondere alle esigenze specifiche dei singoli assicurati (facoltà di modificare ogni mese la riscossione anticipata o il rinvio di una parte della rendita). Secondo SZ, inoltre, non dovrebbe essere possibile riscuotere le prestazioni di vecchiaia della previdenza professionale in tre tappe; il Cantone privilegerebbe una flessibilizzazione con la possibilità di riscuotere in due tappe la metà delle prestazioni di vecchiaia. A suo avviso (e anche VD esprime lo stesso timore), la riscossione parziale delle prestazioni di vecchiaia sotto forma di capitale causa una riduzione notevole della progressione fiscale. VD auspica che in caso di riscossione anticipata nel 1° pilastro vengano computati in ogni caso gli anni di gioventù. Allo stato attuale, JU non appoggia l'introduzione di un pensionamento flessibile con le possibilità di scaglionamento proposte, ma vi sarebbe favorevole in una seconda fase, se tale misura fosse trattata separatamente e vincolata a un aumento graduale dell'età di riferimento oltre i 65 anni e all'innalzamento dell'IVA del secondo punto percentuale. Anche NE respinge questa misura: benché la flessibilizzazione del pensionamento risponda a desideri reali, la soluzione ipotizzata è troppo complessa da attuare e genererebbe costi enormi; inoltre, rischia di incentivare ad anticipare la riscossione della rendita per beneficiare delle PC, che sono esenti dalle imposte. Il Cantone sarebbe tuttavia favorevole a un sistema di