Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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flessibilizzazione oltre l'età di pensionamento. Per quanto riguarda la soppressione della franchigia per i beneficiari di rendita, VS e GE esprimono un giudizio negativo.
Partiti politici e sezioni di partito
La flessibilizzazione della riscossione della rendita riscontra i consensi di tutti i partiti. PLR, PBD, UDC, PPD, pvl, PEV, PES e PCS appoggiano l'introduzione di una riscossione parziale della rendita. I partiti borghesi (PLR, PBD e UDC) considerano in particolare la maggiore flessibilità dopo l'età di riferimento quale possibile incentivo al proseguimento dell'attività professionale, anche se questo presuppone la creazione delle necessarie opportunità lavorative (PBD). PPD e PLR sostengono esplicitamente la flessibilizzazione dell'età di pensionamento tra i 62 e i 70 anni. pvl e UDC ritengono indispensabile evitare incentivi perversi al pensionamento anticipato, quali ad esempio una sostituzione del reddito da lavoro mancante tramite le PC. Secondo il pvl l'età minima di pensionamento (62 anni) dovrebbe essere ridotta, se non addirittura abolita, una misura che gli apparirebbe giustificata a fronte di una conseguente riduzione attuariale della rendita in caso di pensionamento anticipato. Per l'UDC, favorevole a qualsiasi incentivo al proseguimento dell'attività professionale, sarebbe auspicabile un'ulteriore flessibilizzazione verso l'alto. Il PCS auspica al contempo che le persone con redditi modesti in situazione di bisogno possano eventualmente andare in pensione prima del raggiungimento dell'età di riferimento senza riduzioni drastiche della rendita futura. Anche il PSS accoglie favorevolmente le proposte in materia di flessibilizzazione e le ritiene una parte innovativa della riforma, in grado di soddisfare il bisogno di agevolazione del pensionamento. Secondo la sua valutazione, però, la nuova possibilità di anticipare la riscossione di una parte della rendita è interessante soprattutto per le persone con redditi medio-alti, poiché queste possono permetterselo economicamente e grazie alla loro professione hanno un margine sufficiente per continuare a lavorare a tempo parziale. Affinché le novità proposte possano avere effetto, PSS e PES chiedono che vengano dapprima adottate misure nel mondo del lavoro (protezione dal licenziamento per i salariati più anziani e incentivi per garantire la necessaria flessibilità del mercato del lavoro). Al fine di rispondere maggiormente alle esigenze dei lavoratori, il PSS chiede una flessibilizzazione dell'età di pensionamento tra i 60 e i 70 anni; anche il PES auspica che si possa andare in pensione a partire dai 60 anni. Entrambi i partiti temono in particolare che la maggiore flessibilità possa agevolare un aumento occulto dell'età di pensionamento.
Il CSPO si dichiara contrario alla possibilità di modificare la percentuale della rendita riscossa durante il periodo di anticipazione, ritenendo che questo comporti un onere notevole a fronte di un vantaggio modesto. Il PSdL si oppone a una flessibilizzazione fondata su circostanze incerte legate all'evoluzione della società o alla congiuntura economica.
Tra le sezioni di partito, UDC Anziani BE e PPD-D appoggiano l'introduzione di una riscossione parziale della rendita. PS 60+ e PSG 60+ mostrano una posizione da critica a contraria. Il PS 60+ ritiene che in tal modo gli incentivi si concentrino troppo sul piano individuale invece che su quello delle imprese. È inoltre scettico rispetto al rinvio della rendita, che a suo parere indurrebbe sempre più a considerare il prolungamento della vita attiva come un fatto normale. Oltretutto, per il PSG 60+ la flessibilizzazione proposta sottintende un aumento dell'età di pensionamento e degli anni di contribuzione.
Autorità e istituzioni affini
Per CDOS/CDF la flessibilizzazione dell'età di pensionamento è d'importanza fondamentale, ma non deve comportare un onere supplementare per i Cantoni. La CSI approva il principio di introdurre nel 2° pilastro la possibilità di riscuotere le prestazioni di vecchiaia in tre tappe con una corrispondente riduzione del grado d'occupazione. Tuttavia, si chiede se la facoltà degli istituti di previdenza di prevedere un numero di tappe superiore e un versamento anticipato inferiore al 20 per cento della prestazione di vecchiaia continui a soddisfare un