Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/79: Modifica dell'indagine conoscitiva concernente la revisione dell'ordinanza sull'energia (OEn) e dell'ordinanza sulla garanzia di origine (OGO): garanzie di origine, rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica, etichettaEnergia, disposizioni penali · 13 pagine
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KLASSIFIZIE
Referenz/Akte
Una serie di risposte ha riguardato le modifiche previste nel settore delle piccole centrali
idroelettriche. La ripartizione degli impianti in due categorie è approvata dalle organizzazioni
ambientaliste e di protezione del paesaggio, da diversi Cantoni, dal PLR, dal PS svizzero e dai Verdi. Tuttavia per il Cantone AG dovrebbe essere verificata la congruenza tra la ripartizione delle piccole centrali idroelettriche nelle due categorie, nonché l’ammontare dei contributi per le diverse classi di potenza, e la Strategia energetica 2050. Il Cantone TI ritiene che la suddivisione nelle due categorie introduca un elemento di confusione e chiede in quale categoria dovrebbero essere fatte rientrare sorgenti utilizzate sia per l’approvvigionamento di acqua potabile sia per la produzione di energia elettrica. AI sottolinea che in questo modo si incentiva la costruzione di impianti più grandi.
Anche i gestori delle piccole centrali idroelettriche criticano l’introduzione delle 2 categorie. Secondo l’ISKB questa distinzione dovrebbe essere eliminata se è concepita «unicamente come forma di discriminazione delle centrali ubicate lungo corsi d’acqua». Tutti i tipi di impianti dovrebbero essere trattati nello stesso modo, evitando le condanne aprioristiche. Per l’ISKB una ripartizione in categorie sarebbe accettabile solo se permettesse una migliore rappresentazione degli effettivi prezzi di costo. ADUR è della stessa opinione mentre Hydro-Solar definisce questa modifica inutile e difficilmente applicabile nella pratica. Dal punto di vista dell’ISKB simili cambiamenti di rotta dovrebbero essere introdotti solo una volta che fosse stato possibile dimostrare l’effettivo effetto di «cementificazione» del paesaggio e le ripercussioni concrete sull’ambiente delle piccole centrali idroelettriche.
Swissgrid respinge a sua volta l’introduzione di categorie, benché dichiari di comprenderne le
motivazioni. Anche le distinzioni a seconda della potenza dell’impianto suscitano alcune critiche.
Energie Thun ad esempio è dell’avviso che la potenza non possa essere utilizzata come parametro per valutare le ripercussioni sull’ambiente e sostiene che l’improvviso e massiccio cambiamento di rotta rappresentato da un simile cambiamento delle condizioni quadro equivalga a un arresto totale dello sviluppo delle piccole centrali idroelettriche. Della stessa idea è anche EnergieZukunft Schweiz. Per entegra e Aquaviva il rinnovo e l’ampiamento degli impianti esistenti nonché la costruzione di nuovi impianti su opere trasversali già presenti dovranno rientrare nella categoria 2.
Diverse organizzazioni ambientaliste (ad es. Pro Natura, WWF) chiedono che per la categoria 1 siano soppresse tutte le classi di potenza inferiori a 3 MW e che i tassi di rimunerazione massimi per le piccole centrali idroelettriche siano adeguati a quelli dei grandi impianti fotovoltaici annessi. I tassi di rimunerazione dovrebbero inoltre essere fissati come valori massimi e dovrebbero essere rimunerati solo i prezzi di costo comprovati, considerati caso per caso.
Swisspower (sostegno sostenuta anche dal Cantone TI) propone che il limite di potenza superiore sia aumentato ad almeno 20 MW; dovrebbero inoltre essere previste delle priorità temporali per quanto riguarda le grandi centrali idroelettriche. Alcuni partecipanti all’indagine conoscitiva (ad es. ISKB, TI, Hydro-Solar) hanno infine fatto notare che il concetto di «classe di potenza equivalente» crea
confusione.
La nuova modalità di notifica dello stato di avanzamento del progetto nel caso delle piccole centrali idroelettriche è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza dei partecipanti (ad es. LU, PS, ISKB, VUE naturemade). Per quanto concerne la maggiore precisione dei dati relativi all’ubicazione, le prese di posizione pervenute sono state poche. I Verdi giudicano positivamente la richiesta, mentre per Swissgrid ciò implicherebbe soprattutto un aumento dei costi amministrativi.
Per il settore fotovoltaico a suscitare le maggiori critiche sono state le riduzioni della durata e dei tassi di rimunerazione (cfr. capitolo 2.2.), ma anche la soppressione della categoria degli impianti integrati ha provocato reazioni negative. Swissolar ad esempio ha sostenuto che l’integrazione degli impianti rappresenta la «USP» (unique selling proposition) del ramo. Per questo motivo non sarebbe possibile eliminare la tariffa più elevata. Anche Gebäudeklima Schweiz, Schweizer Metallbau,
SwissWinds Development e AVACON hanno respinto questa proposta, come del resto alcuni Cantoni tra cui SZ, BE, VS. Poche reazioni, ma assai differenziate, sono state poi suscitate dall’ipotesi di