Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/86: Accordo di cooperazione con l'Unione europea (UE) sulla partecipazione della Svizzera ai programmi europei di navigazione satellitare (Galileo e EGNOS) · 9 pagine
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M254-2141
2.3.6. Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM)
L’USAM si mostra molto critica nei confronti del presente Accordo di cooperazione con l’Unione europea, in particolare per i seguenti motivi:
- si tratta di un ulteriore orientamento unilaterale all’UE;
- sarebbe stato possibile ottenere un accesso ai servizi di navigazione satellitare anche
acquistando servizi sul mercato globale, senza che ne derivi una dipendenza (anche militare e inerente al servizio informazioni) dall’UE;
- con la sua partecipazione, la Svizzera finanzia indirettamente la politica industriale di
diversi Paesi europei, senza che ne derivi un vantaggio per essa o per le imprese svizzere;
- il progetto presenta una componente militare, la Svizzera diventerebbe così parte di una
cooperazione militare;
- la presumibile partecipazione finanziaria della Svizzera, pari a circa 340 milioni di franchi,
non sarebbe né proporzionata ai vantaggi, né si limiterebbe a ciò. L’USAM parte dal presupposto che i fondi potrebbero essere più elevati e probabilmente lo saranno.
L’USAM considera i programmi GNSS una questione di prestigio dell’UE, che, al più tardi dal momento della completa consegna del programma Galileo a quest’ultima nel 2008, si contraddistingue per una maggiore burocrazia, lotte concorrenziali di politica industriale e conseguenti ritardi e rincari.
Il progetto ha circa 10 anni di ritardo, i costi d’investimento sono raddoppiati, i costi d’esercizio probabilmente triplicheranno e probabilmente le entrate dirette sperate si dimezzeranno.
Inizialmente era stato previsto di finanziare la creazione del sistema attraverso un partenariato pubblico privato (PPP), costituito per due terzi da un gruppo di imprese private. Tuttavia, le trattative non sono andate a buon fine e l’UE ha quindi deciso di finanziare il sistema interamente con fondi comunitari. Non stupisce perciò che l’attuale progetto susciti scetticismo nell’economia e nell’industria e che, per quanto riguarda l’utilizzo, l’accento si è spostato su attività statali.
L’USAM vede nel PRS attualmente proposto una componente militare. Esso prevede inoltre, anche se si ammette, minimizzando, la presenza di «applicazioni sensibili per utenti autorizzati dai governi», modalità d’uso di polizia e di intelligence. Nel frattempo applicazioni in materia di politica di sicurezza e soprattutto «di politica di sicurezza estera» sono diventate opzioni del programma Galileo richieste dalla politica. La partecipazione della Svizzera a un programma d’armamento di politica di sicurezza e di politica militare è in contraddizione con la politica di neutralità svizzera.
L’USAM ha accluso al proprio un parere della Chambre vaudoise des arts et métiers, identico a quello del Centre Patronal (2.3.1).
2.3.7. Unione sindacale svizzera (USS)
L’USS approva l’Accordo di cooperazione e il conseguente, necessario adeguamento della legge sul controllo dei beni a duplice impiego.
Reputa opportuno che la Svizzera partecipi ai programmi GNSS, cogliendovi un potenziale per lo Stato e i servizi parastatali quali utenti, ma anche per l’industria e la ricerca, e quindi per l’intera economia nazionale.
L’USS considera il contributo iniziale finanziario di circa 100 milioni di franchi previsto per la partecipazione e il contributo annuale pari a oltre 33 milioni di franchi dovuto dal 2014 un investimento legittimo. Non condivide tuttavia le direttive del Consiglio federale in virtù delle quali la partecipazione ai programmi GNSS non deve incidere sul bilancio federale, in quanto altri settori sarebbero automaticamente costretti ad adottare misure di risparmio.