Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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quota della Confederazione era di circa 1000 franchi.
Con la nuova norma si dovrebbero concludere o completare 300‒600 convenzioni sugli obiettivi. I costi aggiuntivi potrebbero risultare nettamente inferiori ai costi medi finora sostenuti. A causa dell’inasprimento dei requisiti posti alle convenzioni, la verifica del plusvalore lordo e il calcolo dell’intensità di impiego dell’energia elettrica e dell’importo del rimborso comporteranno un onere supplementare, corrispondente a 2 posti di lavoro per l’UFE e a circa 1 posto di lavoro per Swissgrid (Fondazione RIC). Secondo le esperienze acquisite con la società fiduciaria, di revisione e di consulenza esterna (BDO) finora incaricata del calcolo dell’intensità energetica e dell’importo del rimborso, i costi di verifica si aggirano attorno ai 2000 franchi annui per impresa. Ne risulta un fabbisogno finanziario complessivo di circa 1,2 milioni di franchi. In questa stima delle risorse necessarie non sono considerati né i costi amministrativi per le imprese né i costi di investimento.
3.4 Compatibilità con il diritto internazionale
Attualmente la SECO sta esaminando la compatibilità delle diverse norme che disciplinano l’esenzione con il diritto internazionale. In considerazione dei negoziati in corso per la conclusione di un accordo nel settore dell’energia / dell’elettricità, si dovrebbe evitare in particolare di adottare norme incompatibili con il diritto dell’UE. Occorre prestare un’attenzione particolare, tra l’altro, alle risorse pubbliche che vengono impiegate per promuovere determinati settori industriali o per proteggere determinate industrie nazionali.
3.5 Valutazione
Fintanto che i supplementi rete sono strutturati, come attualmente, nella forma di una tassa di finanziamento, il disciplinamento previsto dal vigente articolo 15 LEne non causa conflitti diretti con gli obiettivi della politica energetica.
Tra i criteri di esenzione manca però la condizione dell’esposizione alla concorrenza internazionale. Di conseguenza, in una certa misura potrebbero ottenere l’esenzione anche imprese che non rischiano di essere penalizzate dal punto di vista della competitività.
Grazie al parziale superamento degli ostacoli legati alla mancanza di informazioni e di motivazione, rispetto a un sistema con deroghe ma senza convenzioni sugli obiettivi, queste convenzioni esercitano (in una prima fase) un impatto sull’efficienza energetica nel complesso (lievemente) positivo e quindi anche sulla competitività e sull’efficienza energetica di tutta l’economia. Si tratta, tuttavia, di un sistema meno efficiente rispetto a un sistema senza deroghe. Poiché i potenziali di efficienza esistenti sono già oggetto di altre misure (convenzione sugli obiettivi per il CO2, articoli dei Cantoni per i grandi consumatori, vedi sopra), si stima tuttavia che la convenzione sugli obiettivi prevista dalla misura in rassegna possa indurre soltanto un incremento esiguo dell’efficienza, e che il rapporto costi-benefici sia piuttosto svantaggioso, in particolare se i supplementi rete rimborsati sono conteggiati tra i costi indiretti.
In una prospettiva a lungo termine, il sistema delle convenzioni sugli obiettivi può produrre