Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 80 pagine

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Rapporto sui risultati I Disposizione costituzionale I Sistema d‘incentivazione nel settore del clima e dell‘energia

costituzionale proposto offra un margine di manovra troppo ampio al Consiglio federale, tollerando troppe incertezze del diritto. È la ragione per cui un progetto di legge dovrebbe essere presentato contestualmente all’articolo costituzionale in occasione dei dibattiti parlamentari. Inoltre ritiene che l’introduzione di una tassa sui carburanti sia critica se non sono previste esenzioni per le zone rurali. Approva la ridistribuzione completa dei proventi, ma ritiene che il periodo transitorio, in particolare per la RIC, sia troppo lungo. Infine, il PFD auspica un trattamento simultaneo delle due fasi della SE 2050.

Nonostante approvi il passaggio da un sistema di promozione a uno di incentivazione, il PLR respinge il progetto presentato. Nota che gli obiettivi della SE 2050 non sono ancora stati fissati. Si oppone alla tassa sui carburanti e a quella sull’elettricità e auspica una ridistribuzione completa dei proventi. Postula pure una soppressione delle misure di promozione dopo l’introduzione delle tasse d’incentivazione per evitare la coesistenza dei due sistemi. Per effettuare una transizione dalle misure di promozione alle tasse d’incentivazione il PLR ricorda il proprio progetto (Iv. Pa. 14.436) che proponeva di introdurre nella Costituzione una tassa d’incentivazione vera e propria sul CO i cui proventi verrebbero

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interamente ridistribuiti alle economie domestiche e alle imprese: una tassa d’incenti- vazione prelevata sui combustibili e una sul CO prelevata sull’elettricità importata che

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emette CO . Il PLR propone delle possibilità di esenzione per le imprese e pure per le

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economie domestiche, in cambio del rispetto di convenzioni sugli obiettivi. Auspica infine un migliore coordinamento a livello internazionale per la politica climatica ed energetica.

L’UDC si oppone alla SE 2050 e respinge le tasse sul clima e sull’energia, qualunque sia la loro forma o la loro impostazione. Ritiene che strumenti di questo tipo svantaggerebbero sensibilmente la piazza economica svizzera e la popolazione. Visto il contesto economico attuale (franco forte) e la recente sconfitta record davanti al Popolo di una riforma fiscale ecologica, è dell’avviso che proporre nuovamente in votazione popolare delle imposte sul clima e sull’energia elettrica indichi imprudenza o mancanza di sensibilità.

Due sezioni giovanili di partiti hanno risposto alla consultazione: i Giovani Verdi e i Gio- vani UDC. I primi aderiscono in gran parte al parere del WWF (cfr. n. 3.6 qui appresso). Approvano il passaggio da un sistema di promozione a uno di incentivazione ma preferiscono una combinazione ottimale dei diversi strumenti (tasse d’incentivazione, mercato delle quote di emissione, misure di promozione). I Giovani UDC invece respingono categoricamente il progetto. Respingono la SE 2050, le misure di promozione (Programma Edifici e RIC) e le tasse d’incentivazione, che non hanno senso e contraddicono i valori della Svizzera, intervenendo in maniera intollerabile in un circuito economico ben funzionante.

Gli «Umweltfreisinnige» di San Gallo sostengono la SE 2050 e pensano che il sistema di incentivazione proposto sia l’elemento più importante per raggiungerne gli obiettivi. Il gruppo liberale up!schweiz si oppone alla SE 2050, che non si fida sufficientemente delle capacità di innovazione di una società imprenditoriale e di uno Stato di diritto liberale. up!schweiz è di principio favorevole al progetto SICE, a condizione, in particolare, che la soppressione delle misure di promozione, in primo luogo la RIC, intervenga più rapidamente ma si oppone alla tassa sull’energia elettrica.

3.3 Associazioni mantello dell’economia

Una minoranza dei rappresentanti dell’economia (CD CDS, economiesuisse, Swissmem, USS) approverebbe il progetto a determinate condizioni, come, ad esempio, un coordinamento internazionale, una soppressione più rapida delle misure di promozione o la parità di trattamento tra combustibili e carburanti. La maggioranza dei rappresentanti dell’economia (CP, FER, FRI, FST, GastroSuisse, hotelleriesuisse, SSE, USAM, USC, USPI)