Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 80 pagine

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Rapporto sui risultati I Disposizione costituzionale I Sistema d‘incentivazione nel settore del clima e dell‘energia

ter essere differenziata rispetto a quella della tassa sui combustibili. La CDCF e la EnDK, la CGCA, i Cantoni AI, BE, SO, SZ, TG e ZG nonché l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) si dichiarano favorevoli a tassare i carburanti solo in un secondo tempo. Mentre BE e TG auspicano un’introduzione successiva della tassa per motivi politici, a parere della CDCF e della EnDK nonché dei Cantoni AI, SZ e ZG in primo piano vi sarebbe il dibattito attorno ai nuovi meccanismi di finanziamento nel traffico stradale. Il Cantone SG e l’ACS sottolineano che occorre considerare i mancati introiti della TTPCP e dell’imposta sugli oli minerali e che i Cantoni e i Comuni devono essere indennizzati all’occorrenza. La CGCA, TI e AI sottolineano la necessità di considerare le regioni periferiche, svantaggiate anche a causa di un cattivo collegamento con i trasporti pubblici. LU e l’Unione delle città svizzere si dichiarano contrari a un’esclusione dei carburanti. BE e l’Unione delle città svizzere giudicano promettente l’approccio del mobility pricing.

BL, NE e VS sono contrari a una tassa sui carburanti. Secondo NE, le imposte sugli oli minerali devono essere destinate al finanziamento dell’infrastruttura stradale. BL argo- menta che un rincaro dei carburanti non comporterebbe alcun cambiamento di compor- tamento. Entrambi i Cantoni si dichiarano favorevoli a misure di regolamentazione quali ad esempio norme tecniche.

Partiti politici

Tra i partiti politici i pareri su una tassa sui carburanti sono divisi. PBD, PES, pvl, PSS, Giovani Verdi, Umweltfreisinnige St. Gallen e up!schweiz sono favorevoli a una simile tassa. Il PPD e il PLR respingono invece con decisione una tassa sui carburanti.

Il PES esige una tassa sui carburanti sin dall’inizio, ravvisando un notevole fabbisogno d’intervento nel settore della protezione del clima. Anche il PSS chiede tassativamente una tassa sui carburanti da subito e sottolinea l’esistenza di grandi potenziali di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti. Il PSS critica inoltre il fatto che nel caso dei carbu- ranti sia stato mancato l’obiettivo fissato dalla legge sul CO . A parere del pvl il sistema

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d’incentivazione è in grado di esplicare pienamente la propria efficacia solo se vengono coinvolti anche i carburanti. I Giovani Verdi si dichiarano favorevoli a una formulazione aperta della Costituzione che consentirebbe di imporre una tassa sulla mobilità.

A parere del PPD una tassa sui carburanti risulterebbe ingiustificata in virtù del previsto aumento dell’imposta sugli oli minerali e dello svantaggio che comporterebbe per le regioni rurali. Inoltre, appena nel 2010 il Parlamento avrebbe respinto un’estensione della tassa sul CO ai carburanti. Secondo il PPD appare più promettente l’approccio

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tecnologico per le nuove auto. Il PLR respinge la tassa sui carburanti, argomentando che il carico fiscale che grava su di essi sarebbe già molto elevato. Una tassa non graverebbe ulteriormente soltanto sul traffico merci e individuale, bensì eventualmente anche sui trasporti pubblici. L’UDC si astiene dal fornire una risposta in merito alla base di calcolo, ma critica la formulazione aperta delle norme costituzionali. Per via di quest’ultima, in caso di approvazione del progetto le autorità competenti applicherebbero a suo parere immediatamente una tassa ai carburanti.

Associazioni mantello dell’economia

La maggioranza delle associazioni mantello dell’economia respinge una tassa sui carburanti. Tra i pareri contrari figurano quelli del Centre Patronal, della Fédération des en- treprises romandes, della Fédération romande immobilière, di GastroSuisse, dell’Unione svizzera dei contadini, della Società svizzera degli impresari costruttori e della Federazione svizzera del turismo. La Fédération des entreprises romandes argomenta che una tassa sui carburanti genererebbe tuttalpiù del turismo del pieno. GastroSuisse teme un