Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 80 pagine

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Rapporto sui risultati I Disposizione costituzionale I Sistema d‘incentivazione nel settore del clima e dell‘energia

Come sottolineato più volte, la formulazione dell’articolo costituzionale (oneri sproporzionati) non era sufficientemente concreta e lasciava un margine di interpretazione ec- cessivo. Inoltre diversi partecipanti ritengono che le misure di compensazione ai confini costituirebbero delle esenzioni adeguate, mentre altri contestano il regime di esenzione proposto.

Impiego del prodotto delle tasse

La maggioranza dei partecipanti è favorevole a una ridistribuzione completa del prodotto delle tasse ed è contraria alle destinazioni parzialmente vincolate per le misure di promozione. I motivi addotti riguardano perlopiù la messa in atto di tasse d’incentivazione vere e proprie e non di imposte nonché l’esigenza di separare l’incentivazione e il finanziamento come pure i costi amministrativi legati al sistema di promozione (fondato sul sovvenzionamento). Una minoranza è favorevole alle destinazioni parzialmente vincolate, principalmente per alimentare il fondo di tecnologia dopo il 2025 attraverso la tassa sul clima nonché promuovere determinate tecnologie dopo il 2030 attraverso la tassa sull’energia elettrica.

La maggioranza dei partecipanti si oppone alla possibilità di impiegare il prodotto delle tasse d’incentivazione per dedurlo dalle imposte o dai contributi alle assicurazioni sociali. I partecipanti giustificano questo rifiuto con gli effetti di ridistribuzione non desiderati generati da tale modalità di ridistribuzione, con la mescolanza degli obiettivi d’incentivazione e finanziamento e con i costi amministrativi supplementari. Spesso questi attori chiedono di ancorare la corrispondente disposizione nell’articolo costituzionale. Soltanto una minoranza pensa che una ridistribuzione di questo tipo valga la pena di essere appro- fondita. Alcuni partecipanti criticano il sistema di ridistribuzione attuale, che favorirebbe le imprese del settore terziario a scapito di quelle del settore industriale e suggeriscono criteri alternativi (ridistribuzione per settori o fissazione di un limite massimo degli importi ridistribuiti).

Soppressione delle misure di promozione

La maggior parte degli interpellati sostiene la soppressione del Programma Edifici per varie ragioni, quali la consistenza del progetto, i punti deboli del Programma Edifici o la dissociazione dei compiti fra la Confederazione e i Cantoni. Alcuni chiedono persino una soppressione più rapida, mentre altri la accettano solo a patto che dipenda da certe condizioni, ad esempio dal raggiungimento degli obiettivi. Una minoranza è contraria alla soppressione poiché reputa che questo valido strumento sia necessario per il rag- giungimento degli obiettivi, pena la perdita del sovvenzionamento senza la sostituzione con tasse d’incentivazione sufficienti, oppure si preoccupa delle problematiche relative ai locatari.

La soppressione della rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di energia elettrica (RIC) riscuote meno consensi della soppressione del Programma Edifici. Anche chi è favorevole alla soppressione parte spesso dall’idea che lo sviluppo delle ener- gie rinnovabili in Svizzera e il mantenimento della redditività degli sbarramenti saranno garantiti grazie a misure che non esistono ancora, quali un nuovo design del mercato dell’elettricità, un modello di quote o la differenziazione della tassa sull’elettricità per tipo di produzione. Una minoranza rifiuta apertamente la soppressione della RIC perché teme di perdere uno strumento efficace, anche se passibile di miglioramenti, senza disporre di un’alternativa.

Estensione delle competenze della Confederazione

Solo una minoranza dei partecipanti ha risposto in modo affermativo alla questione di estendere moderatamente le competenze della Confederazione nel settore dell’energia. Molti dei partecipanti si sono astenuti poiché lamentano la mancanza di un progetto concreto sul quale pronunciarsi.