Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/53: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie concernente la gestione del settore ambulatoriale · 167 pagine

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SGV/USAM è favorevole a inserire nella legge le seguenti condizioni per l’autorizzazione: buone conoscenze di almeno una lingua nazionale e almeno 3 anni di attività medica in un centro di formazione svizzero riconosciuto. Secondo SGV/USAM è positivo considerare esplicitamente il volume di attività.

Le associazioni mantello dell’economia – ad eccezione dell’USS – considerano inutile l’articolo concernente le misure in caso di offerta insufficiente poiché i Cantoni possono già intervenire attivamente in base della legislazione vigente. L’USS ritiene che, in caso di un'offerta insufficiente prolungata, i Cantoni dovrebbero essere costretti a intervenire. Le misure di sostegno, tuttavia, devono poter non essere vincolate a un determinato volume di attività.

Per l’USS è opportuno che il Consiglio federale definisca in maniera uniforme a livello di ordinanza i criteri minimi per valutare l’adeguatezza dell’offerta nel settore ambulatoriale. Secondo SGV/USAM, invece, spetterebbe ai Cantoni determinare i criteri per valutare l’adeguatezza dell’offerta. Secondo l’USS e FER, l’elevata mobilità comporta che la pianificazione dell’offerta non possa arrestarsi ai confini cantonali, ma che necessiti di una più vasta visione d’insieme geografica. Pertanto l’obbligo dei Cantoni di coordinarsi è considerato favorevolmente. Secondo SGV/USAM, il coordinamento tra i Cantoni deve avvenire nell’ambito delle istanze costituzionali esistenti.

L’USS e SGV/USAM sono soddisfatte del fatto che prima della decisione definitiva si debba consultare una commissione. Data la composizione eterogenea della commissione si dubita peraltro che in questo modo si possa effettivamente fornire un contributo sostanziale alla riduzione dei costi. Inoltre l’USS non è convinta che la commissione debba essere puramente un organo consultivo privo di potere decisionale.

Tutte le associazioni mantello dell’economia sono contrarie all’estensione della competenza sovrana del Consiglio federale nell’adeguamento delle strutture tariffali. Un simile disciplinamento annullerebbe l’autonomia tariffale e la sovranità dei Cantoni nell’approvazione e nella determinazione delle tariffe.

Economiesuisse avanza tre proposte per una migliore risoluzione dei problemi in caso di offerta eccedentaria o insufficiente: agevolazioni tariffali per i valori del punto tariffale dipendenti dalle necessità, un sistema di aste per il rilascio di autorizzazioni per l'apertura di nuovi studi medici e l'eliminazione dell’obbligo di contrarre.

2.1.6 Partiti politici

(PBD, PPD, PEV, PS, PLR, UDC)

I pareri espressi dai partiti politici sono molto eterogenei. Il partito socialista e i partiti di centro sono sostanzialmente favorevoli alla revisione parziale, mentre i partiti di destra sono contrari.

Dal punto di vista del PBD è indispensabile limitare l’accesso al mercato per determinati fornitori di prestazioni nel settore ambulatoriale. Il sistema di gestione strategica proposto va nella giusta direzione. Secondo il PBD occorre tuttavia mantenere la disposizione relativa ai tre anni. Il partito critica il fatto che l'avamprogetto di legge non crei la trasparenza necessaria per le prestazioni nel settore ambulatoriale. Nella gestione strategica delle autorizzazioni non si dovrebbe considerare solo l’offerta del settore ambulatoriale degli studi medici, ma anche quella degli ospedali. I criteri minimi per valutare l’adeguatezza dell’offerta dovrebbero essere definiti a livello di legge come standard nazionali uniformi. Il PBD sostiene la proposta secondo cui spetta ai Cantoni istituire una commissione. Raccomanda inoltre di rinunciare a una definizione unitaria di adeguatezza dell’offerta. Il PBD respingerebbe l’articolo sull’intervento del Consiglio federale per la riduzione delle tariffe.

Il PPD è sostanzialmente favorevole allo sforzo realizzato, anche se respinge la forma proposta di revisione parziale della LAMal. Chiede una definizione nazionale e unitaria di offerta eccedentaria e insufficiente e propone di riprendere nella legge la normativa attuale come soluzione permanente.

Il PEV sostiene che la proposta sia una soluzione adeguata e che tenga conto del bene dei pazienti e delle realtà economiche. È favorevole a definire in primo luogo i bisogni, e questo prima di analizzare se l’offerta sia eccedentaria o insufficiente. Sostiene che i Cantoni siano nella posizione migliore per analizzare i bisogni, l’offerta esistente e rilevare le lacune. Il Consiglio federale deve definire i criteri per valutare l’adeguatezza dell’offerta in collaborazione con i Cantoni. Dal punto di vista del PEV, si dovrebbe trattare prioritariamente la questione della formazione e della promozione delle cure mediche di base, in particolare quando si determinano i bisogni e si attuano eventuali misure di promozione. Si deve incentivare una presenza rafforzata dei medici di famiglia nelle regioni periferiche con ogni mezzo.

Il PS sostiene l’intenzione del Consiglio federale di permettere alle autorità cantonali di gestire strategicamente le autorizzazioni nel settore ambulatoriale. La revisione parziale sembra essere equilibrata. Bisogna tuttavia fare attenzione affinché non attenui le misure adottate per contrastare la penuria di medici e affinché si mantenga un buon livello dell’offerta. L'avamprogetto non sembra conferire grande