Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/65: Revisione totale l'Ordinanza tecnica sui rifiuti (TVA) · 60 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: N093-1290

Obbligo di recupero del fosforo dalle acque di scarico comunali, dai fanghi di depurazione degli impianti centrali di depurazione delle acque di scarico o dalle ceneri prodotte sottoponendo a trattamento termico tali fanghi di depurazione nonché dalle farine animali e ossee

Per quanto riguarda il recupero del fosforo, non esiste ancora una procedura matura e applicata su larga scala. La misura in oggetto mira soprattutto a creare la necessaria sicurezza d’investimento e a migliorare la concorrenzialità sul mercato delle procedure che sono in fase di sviluppo. Le imprese industriali potranno così effettuare investimenti a lunga scadenza in queste tecnologie. L’obbligo di recupero schiude per l’economia svizzera anche possibilità di esportazione di nuove tecnologie.

L’attuale livello tecnologico permette di stimare solo sommariamente i costi aggiuntivi che ne deriveranno. Si parlerebbe di 20-40 milioni di franchi all’anno, che andrebbero a carico dei produttori di rifiuti di origine animale e di acque di scarico, ovvero in definitiva di imprese ed economie domestiche. Alla luce degli sviluppi chiaramente identificabili in questo ambito, tali costi sono accettabili. I giacimenti primari di fosforo facilmente accessibili sono ormai quasi esauriti e la qualità dei concimi minerali va sensibilmente peggiorando in termini di sostanze nocive (metalli pesanti, tra cui cadmio e uranio); la necessità di chiudere il ciclo del fosforo si fa sentire con urgenza. Va poi aggiunto che lo strumento d’incentivazione più adatto in un’ottica di economia di mercato sarebbe una tassa sul fosforo greggio importato, così da rendere concorrenziale con il concime minerale tradizionale il fosforo recuperato, associato tendenzialmente a costi più elevati (nell’ipotesi che i prezzi dei concimi minerali rimangano al livello odierno). Tuttavia, questo supplemento dovrebbe essere comparativamente alto: considerati il prezzo attuale sul mercato mondiale per i concimi minerali, pari a circa 2.3 franchi per chilogrammo di fosforo e i costi previsti per il procedimento di recupero del fosforo, compresi tra i 6 e i 10 franchi per chilogrammo di fosforo, il prezzo del concime dovrebbe essere aumentato di ben tre-quattro volte. Al momento potrebbe non esserci l’accettazione politica per una simile tassa, nemmeno se le relative entrate venissero destinate allo sviluppo di procedimenti di recupero del fosforo più convenienti.

Bilancio globale

In generale, si può concludere affermando che le nuove norme vanno giudicate nel complesso positivamente. L’aspetto legato alla salvaguardia delle risorse, che accomuna numerose misure, avrà, nel lungo termine, effetti positivi sull’economia. La gestione dei cicli delle materie prime porterà nel mediolungo termine a un’infrastruttura di smaltimento più conveniente, in quanto potranno essere risparmiate capacità di incenerimento negli impianti di trattamento termico dei rifiuti urbani e dei rifiuti di composizione analoga, il che alla fine andrà a beneficio delle economie domestiche e delle imprese. Un altro effetto secondario positivo di questa misura è il calo delle emissioni di CO2. Le nuove norme comportano infine miglioramenti anche nell’ambito della protezione della salute. Agli effetti positivi si contrappongono tuttavia anche spese supplementari. Le misure prese in esame si traducono in costi

nell’ordine di 60-100 milioni di franchi all’anno (stima approssimativa), i quali ricadranno in grandissima parte sulle imprese e sulle economie domestiche attraverso tasse più elevate per lo smaltimento dei rifiuti e delle acque di scarico. L’amministrazione pubblica dovrà fare i conti con un aumento dei costi soprattutto nel settore delle costruzioni stradali (misura relativa all’asfalto di demolizione) e in generale nel settore del genio civile (misura relativa al materiale di scavo). Considerando che, nel complesso, la revisione dell’OTR rappresenta un significativo passo in avanti in direzione di un uso più parsimonioso delle risorse nel settore dei rifiuti, questi costi supplementari a carico delle imprese e delle economie domestiche, benché non indifferenti, rimangono tutto sommato accettabili e sostenibili.

60/60 312/2005-02218/18/05/15/01/01/N093-1290