Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/65: Revisione totale l'Ordinanza tecnica sui rifiuti (TVA) · 60 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 58Fedlex · Rapporto esplicativo
Referenz/Aktenzeichen: N093-1290
maggiore onere, che comunque è giustificato dai benefici che si otterranno in termini di protezione dell’ambiente.
Ripercussioni per l’ambiente, l’economia e la società
Per quantificare le ripercussioni finanziarie che le nuove norme avranno sulle imprese, sui settori interessati e sulle economie domestiche, l’UFAM ha commissionato una valutazione sull’economia pubblica, nell’ambito della quale è stato stimato, per ognuno dei principali ambiti di misure, quali effetti sono prevedibili a livello ecologico, economico e sociale. Qui di seguito viene descritto nel dettaglio il quadro che si delinea.
Flessibilizzazione dell’ammissione dei combustibili nei cementifici
Con la flessibilizzazione per l’accettazione dei combustibili verranno dirottati nei cementifici rifiuti che erano finora condotti negli impianti di incenerimento di rifiuti urbani (IIRU). I cementifici potranno così attingere a un nuovo potenziale di combustibili sostitutivi economici, il che, nel medio-lungo termine, permetterà di conseguire risparmi al livello dell’infrastruttura di smaltimento in quanto saranno liberate capacità di incenerimento negli IIRU. Una riserva che può essere formulata nei confronti di questa misura riguarda tuttavia il bilancio delle sostanze nocive: poiché i cementifici dispongono di un sistema di trattamento dei fumi meno efficace rispetto a quello degli IIRU, con lo spostamento di rifiuti dagli IIRU ai cementifici si dovrà fare i conti a priori con un parziale aumento delle emissioni totali. Le norme relative ai rifiuti autorizzati e all’aria di scarico rappresentano tuttavia una garanzia del fatto che il riciclaggio dei rifiuti nei cementifici non si tradurrà in un aumento significativo delle emissioni.
Obbligo di trattamento termico dell’asfalto di demolizione contenente catrame
L’obbligo di sottoporre a trattamento termico l’asfalto di demolizione contenente catrame (tenore superiore a 250 mg di PAH al kg) è una misura efficace e conforme al principio di causalità: in ultima analisi, i costi sono infatti a carico del settore delle costruzioni stradali responsabile dell’inquinamento, ovvero della mano pubblica. Si tratta di una misura attuabile, che protegge gli operai edili contro le sostanze cancerogene e che può essere ottenuta con un aumento temporaneo dei costi di un punto percentuale (+ 20–30 mio. fr. all’anno) nel settore delle costruzioni stradali.
Riciclaggio dei fogli di plastica
Il riciclaggio dei fogli di plastica è limitato alle sostanze plastiche che possono essere riciclate come materiale in maniera agevole e a costi ridotti (meno di 10 mio. fr. all’anno). Ai costi moderati per il riciclaggio si contrappongono nel medio-lungo termine la riduzione dei per l’infrastruttura di smaltimento dovuta al minore fabbisogno di capacità di incenerimento (nella misura di un IIRU). Alla luce di tali premesse, si tratta nel complesso di una misura ben ponderata.
Obbligo di recupero della ghiaia e della sabbia dal materiale di scavo e di sgombero non inquinato Per quanto riguarda il materiale di scavo e di sgombero non inquinato, la priorità va data al riciclaggio; qualora questo non fosse possibile, prima di depositare in discarica il materiale vanno recuperate e riciclate le parti riciclabili in esso contenute, come per esempio la ghiaia e la sabbia, così da evitare difficoltà a livello di capacità di deposito nella regione e preservare la ghiaia d’estrazione (ghiaia primaria). In linea di principio, tale recupero può essere considerato una misura efficiente per la protezione dello spazio disponibile per le discariche e delle riserve di ghiaia. In definitiva, questi due obiettivi sono opportuni anche in un’ottica economica, in quanto si preserva il suolo come base di produzione e risorsa indispensabile alla vita e si utilizzano in maniera sostenibile delle materie prime. L’attività di recupero comporta tuttavia anche costi supplementari, soprattutto nel settore del genio civile, in cui si producono grandi quantità di materiale di scavo e di sgombero. Allo stesso tempo, il calo della domanda di ghiaia primaria collegato al recupero porta a una diminuzione degli introiti conseguiti dai proprietari dei fondi in cui sono situati giacimenti d’estrazione e luoghi d’estrazione di materiali come le cave di ghiaia. La definizione di un obbligo non è di per sé uno strumento proprio dell’economia di mercato, bensì un intervento dello Stato; nel caso specifico, tale intervento si giustifica tuttavia per le seguenti ragioni: l’estrazione della ghiaia causa trasformazioni radicali del paesaggio, compromette habitat naturali e costituisce un intervento di carattere idrogeologico che può avere ripercussioni nega-
58/60 312/2005-02218/18/05/15/01/01/N093-1290