Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/106: Partecipazione svizzera al Fondo per la sicurezza interna · 11 pagine

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pacchetto, in modo che siano noti tutti i parametri del processo decisionale. Risulta peraltro insoddisfacente l’impossibilità di definire in maniera attendibile l’entità dei costi. Difficilmente comprensibile anche il fatto che la verifica a metà periodo comporti spese tanto ingenti. Il PBD auspica che il Consiglio federale si adoperi, nei limiti del possibile, per individuare soluzioni ai gravi problemi che caratterizzano il settore migratorio nell’UE. Si pensi in particolare alla quota vincolante per l’ammissione di rifugiati.

Il PPD si aspetta che i mezzi investiti dalla Svizzera siano impiegati efficacemente e contribuiscano a un aumento effettivo della sicurezza nello spazio Schengen. In tale contesto occorre prestare particolare attenzione alla problematica odierna dei flussi di rifugiati nonché alle nuove misure dell’UE. Il PPD esige che il Consiglio federale stenda ogni anno un rapporto sull’utilizzo dei contributi svizzeri.

Il PLR sostiene che la Svizzera non può rimanere passiva ma deve rafforzare i controlli alle proprie frontiere e, a tal fine, accrescere il numero di agenti incaricati del controllo alla frontiera. Il PLR auspica inoltre maggiore trasparenza nel valutare l’efficienza delle misure adottate sinora, segnatamente per quanto riguarda la ripartizione e l’utilizzo dei mezzi finanziari stanziati.

Il PSS si aspetta che il Consiglio federale si avvalga dell’impegno finanziario della Svizzera per esercitare il proprio influsso a favore di una politica europea in materia di rifugiati inequivocabilmente finalizzata a salvare vite umane, a rispettare i diritti umani e la dignità delle persone e a consentire procedure d’asilo corrette alle frontiere esterne Schengen. Il PSS vincola la propria approvazione al Fondo alla condizione che il Consiglio federale si adoperi a favore di un sistema europeo di ripartizione dei rifugiati e a una pertinente riforma del sistema Dublino. Si aspetta inoltre altri passi concreti allo scopo di creare ulteriori possibilità di fare entrare legalmente dei contingenti di rifugiati nonché a favore di un impegno molto più solido per diminuire i motivi di fuga. Si oppone con fermezza alla fatale tendenza verso una militarizzazione delle frontiere esterne Schengen. Deplora che la Svizzera non abbia partecipato al Fondo sin dalla sua istituzione. Ritiene che il contributo della Svizzera al Fondo sia adeguato. Non trova invece trasparente la definizione, nel preambolo all’accordo aggiuntivo, secondo cui la Svizzera sia tenuta a recepire non soltanto il presente regolamento, bensì anche il regolamento (UE)

n. 514/2014, che costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen, laddove le sue disposizioni siano necessarie all’attuazione del Fondo. Il PSS rileva che il Liechtenstein ha recepito tutte le basi legali relative al Fondo in un unico pacchetto. Si aspetta pertanto che nel proprio messaggio il Consiglio federale sottoponga al Parlamento, per approvazione, oltre al presente regolamento, anche il regolamento (UE) n. 514/2014. Il PSS ribadisce inoltre l’auspicio che i regolamenti UE recepiti dalla Svizzera siano pubblicati nella raccolta sistematica del diritto svizzero (RS).