Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/106: Partecipazione svizzera al Fondo per la sicurezza interna · 11 pagine

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scambio d’informazioni tra Stati Schengen nonché tra gli stessi e l’agenzia Frontex. Sul piano strategico, il Consiglio di Stato ginevrino ritiene sia logico impiegare il nuovo strumento finanziario per attuare le misure nel settore della gestione integrata delle frontiere previste dal programma nazionale.

GL ritiene che, a fronte della situazione migratoria odierna, occorra investire maggiormente nella protezione delle frontiere esterne e che in tal senso i crediti stanziati dal Fondo siano una necessità. Siccome i Cantoni non sono direttamente interessati dal presente sviluppo dell’acquis di Schengen e visto che per il momento non è questione di uscire dagli accordi Schengen/Dublino, il Cantone è favorevole al recepimento del regolamento (UE) n. 515/2014.

LU, NE e OW danno per acquisito che effettivamente il recepimento del regolamento che istituisce il Fondo sicurezza interna non provocherà spese supplementari e non avrà ripercussioni in termini di personale per i Cantoni.

SO ritiene che non sia possibile gestire la politica migratoria unicamente a livello nazionale ed è pertanto favorevole, oltre che per ragioni di solidarietà, al recepimento del regolamento (UE)

n. 515/2014.

VS considera che, a fronte della crisi migratoria odierna, occorre supportare tutti gli strumenti atti ad accrescere la sicurezza nello spazio europeo, pertanto è favorevole al recepimento del regolamento (UE) n. 515/2014 e dell’accordo aggiuntivo. Il Cantone plaude al fatto che la Svizzera abbia potuto partecipare ai negoziati relativi al regolamento e sia stata rappresentata nel gruppo di esperti competente che ha elaborato la base legale per il Fondo.

TI è favorevole al recepimento e trova importante che, accanto al principio fondamentale della solidarietà con gli Stati Schengen che rappresentano una tratta estesa della frontiera esterna Schengen, venga prestata attenzione anche alla sicurezza del nostro Paese. Recenti decisioni prese da diversi Stati appartenenti allo spazio Schengen relative alla sospensione temporanea delle regole stabilite nell’accordo Schengen hanno accresciuto la pressione migratoria alla frontiera meridionale della Svizzera. Il Cantone propone pertanto che una parte dei 20 milioni stanziati dal Fondo siano impiegati per migliorare la protezione di questa frontiera.

ZH rileva che nel quadro del programma nazionale sono previsti sviluppi nel settore dei controlli di frontiera presso gli aeroporti. Chiede pertanto alla Confederazione di coinvolgere e considerare, in questi progetti, anche la polizia cantonale zurighese (polizia aeroportuale).

Il CP rende attenti alla difficoltà, per il momento, di valutare in che misura, nei prossimi anni, le relazioni tra la Svizzera e l’UE nei settori Schengen/Dublino si svilupperanno. Considera pertanto importante che la Svizzera segua attentamente, nel quadro