Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/15: Decreto federale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l'Australia · 13 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione avente ad oggetto l’approvazione del decreto fedetale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l’Australia

A tal proposito il PLR-Genève, il CP e l’ABPS fanno notare che resterebbe possibile una dichiarazione volontaria, ma le imposte sanzionatorie ammonterebbero fino al 90 per cento dell’imposta dovuta, senza escludere il perseguimento penale. Pertanto non si può parlare di una regolamentazione adeguata in ambito di dichiarazione volontaria.

Inoltre AF, la CCIG, l’USS, l’USAM, il PS, l’ABPS e l’ASG criticano il fatto che i contribuenti debbano comunicare alle autorità i nomi dei consulenti o di altri intermediari che dal 1° gennaio 2006 li hanno aiutati nella costituzione di strutture offshore così come il fatto che l’autorità fiscale australiana si riservi la possibilità di scambiare tali informazioni con altre autorità nazionali. AF e l’USAM sono dell’avviso che tale condizione sarebbe discriminatoria per le istituzioni finanziarie svizzere, soprattutto in quanto asimmetrica, ovvero non valida per i clienti svizzeri di istituzioni finanziarie australiane. L’ASG aggiunge che la comunicazione da parte di istituzioni finanziarie svizzere di dati personali dei loro collaboratori ad autorità estere costituirebbe una violazione del diritto svizzero, come avrebbero dimostrato le numerose decisioni giudiziarie in relazione al programma delle banche negli Stati Uniti. Dal punto di vista del PS e dell’USS occorrerebbe garantire che l’autorità fiscale australiana non adoperi tali informazioni per procedimenti penali di persone fisiche. Infine sarebbe compito delle imprese assicurare che i propri dipendenti abbiano un comportamento corretto.

Il Cantone FR fa notare che il programma di regolarizzazione australiano con un’imposta sanzionatoria di al massimo il 10 per cento dell’imposta dovuta sarebbe sostanzialmente più vantaggioso rispetto alla procedura di regolarizzazione della Svizzera. Per non penalizzare i contribuenti svizzeri in confronto ai contribuenti di altri Stati partner occorrerebbe, così il Cantone FR, esaminare la possibilità di un’amnistia fiscale a livello federale. Della stessa posizione è anche il Cantone VS che ritiene necessario considerare un’amnistia fiscale nel caso in cui lo scambio automatico di informazioni in Svizzera dovesse divenire realtà.

A parere del PLR-Genève la questione della regolarizzazione del passato dovrebbe essere oggetto di ulteriori chiarimenti.

Accesso al mercato

Secondo il PLR-Genève e il CP le considerazioni sull’accesso al mercato nel rapporto esplicativo sarebbero troppo astratte.

Il PLR, brp ed economiesuisse sono dispiaciuti del fatto che nelle negoziazioni non sia stato raggiunto alcun risultato concreto in materia di accesso al mercato per i fornitori di servizi finanziari. Pertanto il PLR e brp richiedono massimi sforzi al fine di migliorare l’accesso al mercato per i fornitori di servizi finanziari parallelamente all’introduzione dello scambio automatico di informazioni con l’Australia. L’accesso al mercato, sottolinea brp, dovrebbe costituire un ovvio criterio dello scambio automatico di informazioni e sarebbe quindi indispensabile fare coincidere la messa in vigore dello scambio automatico di informazioni con un’effettiva apertura del mercato.

Il PLR-Genève, l’UDC, AF, la CCIG, il CP, l’ASB, l’USAM, l’ABG, l’ABPS e l’ASG ritengono che il settore finanziario svizzero sia nettamente svantaggiato nell’accesso al mercato di fornitori di servizi finanziari rispetto ad altri Paesi. Soprattutto alla luce del fatto che l’Australia assicurerebbe a importanti piazze finanziarie concorrenti, come la Germania, la Gran Bretagna, Singapore o Hong Kong, una soluzione vantaggiosa, la cosiddetta «licence passporting», l’esito della negoziazione non sarebbe soddisfacente così come non vi sarebbero le condizioni per un accesso al mercato agevolato. Secondo AF, l’USAM e l’ASG la Svizzera avrebbe trascurato gli interessi della piazza finanziaria in questo aspetto. Non si tratterrebbe di sostenere solo il private banking ma anche l’attività istituzionale della gestione patrimoniale, il cui ulteriore sviluppo rappresenterebbe una grande priorità per il settore finanziario svizzero. A parere dell’UDC, di