Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/15: Decreto federale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l'Australia · 13 pagine
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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione avente ad oggetto l’approvazione del decreto fedetale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l’Australia
L’ABPS dichiara che i fornitori di servizi finanziari svizzeri interessati al mercato australiano opererebbero fondamentalmente da Singapore o Hong Kong. Stando a quanto affermato da AF, dal CP, dall’USAM e dall’ABPS l’anticipazione di questo progetto non sarebbe inoltre giustificata.
Anche secondo l’ASG l’introduzione dello scambio automatico di informazioni non sarebbe giustificato alla luce dell’esiguità delle relazioni economiche e della discriminazione nei confronti dei fornitori svizzeri rispetto ad altre piazze finanziarie concorrenti.
A causa di motivi fiscali AF ritiene che l’Australia non costituisca un centro d’interesse per la Svizzera.
Il CP è dell’avviso che l’Australia soddisfi solo in parte importanti criteri del mandato di negoziazione del Consiglio federale come ad esempio le strette relazioni economiche e politiche con la Svizzera oppure il grande potenziale di mercato per i fornitori di servizi svizzeri.
Negoziati con l’Australia
L’UDC, AF, il CP, l’USAM e l’ABG evidenziano che l’accordo sullo scambio automatico di informazioni con l’Australia sarebbe il primo del suo genere e costituirebbe un precedente che influenzerebbe le convenzioni future.
Secondo l’USAM la piazza finanziaria svizzera intratterrebbe solamente rapporti di esigua entità con l’Australia. Questo aspetto avrebbe dovuto essere sfruttato maggiormente in fase di negoziazione per ottenere il massimo delle concessioni come ad esempio un accesso al mercato illimitato o una regolarizzazione del passato incondizionata. L’avamprogetto risponderebbe inoltre solo a pochi interessi svizzeri, stando a quanto affermato da AF e l’USAM.
La CCIG giudica l’avamprogetto inadeguato al fine di garantire un level playing field con le piazze finanziarie concorrenti della Svizzera. Per lo stesso motivo brp e la CCIG ritengono che lo scambio automatico di informazioni con l’Australia debba essere introdotto soltanto a condizione che l’Australia assicuri anche alla Svizzera gli stessi vantaggi concessi alle altre piazze finanziarie concorrenti. Alla luce di quanto esposto e considerato il fatto che l’Australia non soddisferebbe, o soddisferebbe solo in parte, importanti principi del mandato di negoziazione del Consiglio federale, il CP ritiene ragionevole sospendere la procedura di approvazione relativa all’attivazione bilaterale dello scambio automatico di informazioni con l’Australia.
Tra i partecipanti alla consultazione contrari all’avamprogetto, AF e l’ASG hanno invitato il Consiglio federale a riprendere i negoziati con l’Australia e a ritrattare gli aspetti problematici, in particolare la questione della protezione dei dati, la garanzia di un level playing field o la possibilità di una procedura di regolarizzazione soddisfacente.
In linea di principio AF prediligerebbe anche nel caso dell’Australia l’applicazione del «modello 1» che prevede la conclusione di un accordo bilaterale sullo scambio automatico di informazioni con uno Stato partner.
Negoziati con futuri Stati partner
Il PLR e il PLR-Genève reputano importante che lo scambio automatico di informazioni sia introdotto in primo luogo con i principali partner economici. Per definire un ordine di priorità tra i Stati partner occorrerebbe, secondo l’ASB e l’ABG tenere conto debitamente dei seguenti criteri: accettabile regolarizzazione del passato, posizionamento adeguato rispetto a piazze finanziarie concorrenti e potenziale di mercato.
Dello stesso avviso sono anche AF, la CCIG e il PLR-Genève che ritengono necessario considerare il potenziale di mercato per i fornitori di servizi finanziari svizzeri e altri settori economici nella scelta di futuri Stati partner e nel corso dei negoziati. Oltre a ciò chiedono la garanzia dei